3 appunti su Napoli-Inter: Lukaku devastante, Barella importante

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7 Gennaio 2020, 08:52
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La rubrica “3 appunti” pone l’attenzione su tre aspetti singolari di una partita. La prestazione di un singolo giocatore, una rete, o un dato statistico: tre cose da porre in risalto. In Napoli-Inter gli spunti più rilevanti provengono dalla potenza devastante di Lukaku, dall’importanza di Barella (e Sensi), e dall’elasticità mediana.

1. LUKAKU STRARIPANTE – La prima rete che Romelu Lukaku ha siglato in Napoli-Inter ha creato un deja vu nella mente dei tifosi interisti. A molti ha infatti ricordato il celebre gol firmato da Adriano Leite Riberio contro l’Udinese, nel 2004 (qui il video). Non solo una corsa coast-to-coast attraverso tutta la metà campo avversaria. Quello che più accomuna le due reti è l’ineluttabilità di ciò che sta per accadere, perché il gol è solo la degna conclusione di un’azione così devastante. Il campo aperto, con la difesa avversaria sbilanciata, è la situazione ideale per Lukaku, che si ripete dopo Brescia-Inter. Una situazione che i tifosi interisti si augurano si possa ripetere.

2. BARELLA CRUCIALE – In Napoli-Inter si è assistito al ritorno di Nicolò Barella. Subentrato al 56′, il centrocampista ha assaggiato nuovamente il campo dopo l’infortunio patito a Torino a fine novembre. Un ritorno di fondamentale importanza per gli equilibri dell’intero undici nerazzurro, e non solo del centrocampo. Con Barella al posto di Roberto Gagliardini, infatti, Antonio Conte ha portato più intensità nella zona mediana, fin lì troppo schiacciata (come vedremo dopo). Con Barella, è sembrata aumentare la fiducia anche di Marcelo Brozovic e compagni, che hanno alzato il baricentro nel secondo tempo. Peccato per il giallo che vedrà l’ex Cagliari saltare la sfida contro l’Atalanta.

3. QUESTIONE DI EQUILIBRI – Il calcio di Antonio Conte si basa su alcuni equilibri difficili da mantenere integralmente per tutti i 90 minuti. Uno di questi riguarda il supporto che gli esterni prestano di volta in volta alla linea a tre difensiva. Equilibrio a cui è poi legato quello dei tre interni di centrocampo: Marcelo Brozovic e soci devono essere bravi a coprire opportunamente il campo, per attivare un recupero veloce di palla e favorire la transizione. Spesso, soprattutto nel primo tempo, in Napoli-Inter si è vista una linea di centrocampo troppo schiacciata verso la difesa. Situazione che da un lato ha chiuso ermeticamente l’area di Samir Handanovic e favorito i due contropiedi che hanno portato alla doppietta di Romelu Lukaku. Ma che dall’altro, nel medio-lungo termine, sfibra la tenuta fisica e mentale, annullando la capacità di ripartire.

 




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