Tommasi: “Ok accordo Juventus, tanto da vedere. Serve sicurezza”

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30 Marzo 2020, 10:43
Damiano Tommasi
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Il “Corriere dello Sport” riporta le parole di Damiano Tommasi. Il presidente Aic ha parlato della questione stipendi e della ripresa del campionato.

ACCORDO JUVE – «Chiellini mi aveva parlato dell’accordo con la Juve? Certo, siamo in contatto da sempre. In casa Juve hanno voluto affrontare la questione prima di altri e sono arrivati alla conclusione, con piena soddisfazione di tutti. Quando si va d’accordo va sempre bene. Non mi sento delegittimato. Noi costruiamo una cornice, ma senza togliere autonomia ai singoli e ai club di scegliere diversamente».

ACCORDO DI MASSIMA – «L’accordo raggiunto chiude qui la stagione, rispetto a ciò che si deve percepire. Se anche si tornerà a giocare a giugno e oltre giugno, le spettanze rientreranno nel contratto successivo. È una pattuizione di massima, perché ci sono giocatori in scadenza, altri che stanno per rinnovare, altri in partenza sicura, altri ancora in trattativa. Ogni situazione individuale andrà adeguata».

COME FINISCE IL CAMPIONATO – «La nostra posizione è chiara: stabilire condizioni per il futuro, in assenza della certezza di ricominciare, è difficile. C’è un tema delicato che riguarda il prolungamento della stagione a luglio. Senza un accordo tra le parti nessuno può prorogare un contratto oltre la sua scadenza. Bisognerà sedersi a tavolino e parlarne. Partiamo dall’ipotesi peggiore. Le parole del ministro Spadafora confermano che prima di ripartire dobbiamo mettere al sicuro la salute del Paese. Vuol dire prepararsi all’eventualità che i campionati vengano decretati chiusi. In questo caso l’accordo raggiunto dalla Juve mi pare una base di partenza».

PORTE CHIUSE – «Giocare a porte chiuse? Non so se sia una condizione di sicurezza. E non dico solo della salute dei calciatori. Noi non abbiamo paura, siamo dei professionisti. Ma c’è sempre il rischio di spostare tra le città gruppi di persone che possono essere portatori di contagio».

FERIE – «Saltare le ferie? È l’ultimo dei problemi. Noi siamo abituati a giocare ad agosto. Certo, bisogna capire se si riescono a concludere tutti i tornei e quanto durerà la stagione successiva».

Fonte: Alessandro Barbano – Il Corriere dello Sport


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