Serie A, ora la ripresa è un discorso politico. Maggioranza divisa – GdS

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3 Maggio 2020, 09:33
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Secondo quanto riporta “La Gazzetta dello Sport”, il tema della ripresa della Serie A rischia di accenturare le spaccature all’interno della maggioranza di Governo 

TIMIDI SEGNALI – Che il problema avesse valicato gli spalti, era abbastanza chiaro. Ma adesso la ripresa della Serie A rischia di trasformarsi in un vero e proprio braccio di ferro politico. L’apertura del governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha tracciato la strada ai club, costringendo il Governo a prendere posizione in merito. In tal senso, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, avrebbe potuto costringere Bonaccini (esponente Pd) a tornare sui suoi passi, impugnando l’ordinanza. Ci sono 60 giorni di tempo per farlo, ma Palazzo Chigi sembra di tutt’altro avviso.

PRESSIONI – D’altronde, Bonaccini è uomo forte del partito di Nicola Zingaretti, governatore del Lazio in prima linea sul fronte ‘aperturista’. Il Partito Democratico invita a maneggiare con cura il ferro caldo ‘Serie A’, optando per una valutazione attenta delle circostanze. Ripiegare in fretta e furia sul modello francese (tagliando la testa al calcio) non è ipotesi preferita. Tant’è vero che l’ex ministro dello Sport, Luca Lotti, starebbe spingendo anche sulla Toscana per seguire il modello emiliano-romagnolo. C’è distanza, dunque, tra il partito di Zingaretti e la posizione prudente del ministro Vincenzo Spadafora, giudicata troppo rigida.

DIVISIONI – Dalla parte del ministro dello Sport, c’è il pool di scienziati e tecnici che sta coadiuvando il Governo. Il calcio non è ritenuto una priorità, come più volte sottolineato anche dal ministro della Salute Roberto Speranza. Il fronte aperturista è invece rimpolpato dal partito Italia Viva di Matteo Renzi, che sottolinea l’importanza del mondo del pallone, non soltanto come sistema autoreferenziale, ma anche per le casse dello Stato.

TERZA VIA – Quanto al presidente Giuseppe Conte, difficile decifrarne la posizione. Si è sempre mostrato piuttosto prudente, non soltanto per quel che riguarda il calcio. La sua volontà è venuta fuori tra le righe nel corso dell’ultima conferenza stampa: seguire alla lettera i consigli degli scienziati, cercando però una terza via tra le due classiche. Il premier ha mostrato comprensione verso le ragioni del calcio, ma resta da decidere quanto (e se) egli stesso deciderà di giocare un ruolo in questa delicata partita, sempre più lontana dai confini del rettangolo verde.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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