Serie A, i due volti del Governo per la ripresa: Conte decisivo? – GdS

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4 Maggio 2020, 09:48
Giuseppe Conte
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“La Gazzetta dello Sport” sottolinea i due schieramenti per la ripartenza della Serie A. Lo scontro ha assunto contorni profondamente politici. Proprio per questo motivo, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte starebbe pensando di intervenire per trovare una soluzione. I dettagli

FRATTURE – Il calcio italiano continua a vivere nell’incertezza per quanto riguarda la ripresa del campionato di Serie A. Ieri il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha dato il via libera in tutto il paese agli allenamenti individuali dei calciatori che oggi riprendono con tutte le cautele per evitare il contagio. Ma il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è sempre molto scettico. Nel governo ci sono diverse anime rispetto alla ripartenza del calcio. Entro due settimane si dovrebbe arrivare alla decisione definitiva. Ma nel frattempo le spaccature risultano piuttosto evidenti.

MINISTRO SPIAZZATO – Il post su Facebook del ministro dello Sport (QUI i dettagli) si riferiscono evidentemente agli allenamenti veri e propri, derubricando il via libera di ieri a una semplice opportunità per evitare che i calciatori siano costretti ad andarsene al parco; magari provocando proprio quegli assembramenti che devono essere assolutamente evitati. Ma il via libera è operativo. E lo si capisce anche dalla reazione delle squadre che ufficializzano la decisione di effettuare i primi test medici e di procedere ad aprire le porte dei loro centri di allenamento (come l’Inter), seppur consentendo ai calciatori il solo lavoro individuale sul campo, senza spogliatoi, docce, né personale di supporto.

I DUE SCHIERAMENTI – Il saliscendi di eri conferma le due anime del Governo di fronte alla prospettiva di una ripartenza. In serata è circolata con maggiore insistenza la notizia che il premier Giuseppe Conte voglia intervenire in prima persona per confrontarsi col mondo del calcio. Ci sono due stati d’animo di fronte alla questione campionato. Spadafora vuole fare in fretta. Il ministro ribadisce di non aver nessun pregiudizio, ma è convinto che il confronto (ieri saltato) fra Comitato tecnico-scientifico del governo, commissione medica Figc e e Federazione medico-sportiva sul protocollo possa essere l’ultima scena. Se non c’è l’accordo, va staccata la spina alla Serie A.

OLTRE IL CAMPO – Nelle prossime ore si capirà se tutti i 5 Stelle la pensano così. Mentre di tutt’altro avviso è un’area che non comprende solo una parte importante del Partito Democratico. Anche un tecnico del governo, come la ministra Luciana Lamorgese, che ha firmato la circolare di ieri, è per una risposta più possibilista sulle varie ripartenze. Una posizione riassumibile così: calma, lasciamo ripartire gli allenamenti, sintonizziamoci con Spagna, Germania e Inghilterra, valutiamo la curva dei contagi, e solo a metà maggio decidiamo.

UNITI – Insomma, uno scontro non tanto di contenuti, ma di tempi. Tanto che Luciano Nobili, che rappresenta Italia Viva di Matteo Renzi, giudica l’eventuale stop «incomprensibile». Ma il calcio in tutto questo che fa? Figc e Lega Serie A hanno volutamente tenuto un basso profilo in queste ore, ma qualche nodo va sciolto. Si tratta di capire se fra i club e i calciatori la voglia di ripresa sia veramente tanto forte. Lo scontro è politico, ma anche il vero umore del calcio conterà nella scelta finale.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni e Francesco Velluzzi


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