Sandulli: “Professionismo sportivo andrebbe rivisto: solidarietà ai calciatori”

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16 Marzo 2020, 09:08
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Il presidente della Corte d’Appello della FIGC, il professor Piero Sandulli, nel corso di un’intervista rilasciata al “Corriere dello Sport” si è espresso a favore dei calciatori parlando di solidarietà e riprendendo una legge (quella del 1981 sul professionismo sportivo) che andrebbe secondo lui rivista. 

LEGGE DA RIFORMULAREPiero Sandulli, presidente della Corte d’Appello della FIGC dice la sua riguardo la legge del 1981: «Credo di interpretare il pensiero di tutti i giudici sportivi, non solo il mio e della Corte. Ci sentiamo vicini a tutti gli atleti professionisti e dilettanti che si trovano nell’impossibilità di esercitare l’attività. La legge del 1981 andrebbe finalmente riletta e riscritta dopo quasi 40 anni. Non mi riferisco ai giocatori di vertice. L’assistenza previdenziale riguarda prevalentemente la base, le serie minori e quelli che consideriamo dilettanti ma dilettanti non sono. Non sono bastati quaranta anni per modificare la legge del 1981, ora bisognerebbe farlo seriamente. E’ necessario stabilire i confini tra lo sport di natura competitiva e quello necessario al movimento. Una nuova legge aiuterebbe a disegnare meglio la centralità del Coni. Il comitato olimpico nazionale deve avere una voce autorevole, non può essere intaccata. Esistono due esigenze, entrambe fondamentali: l’agonismo e l’educazione fisica».

CORONAVIRUS – Il presidente della Corte d’Appello parla anche dell’emergenza Coronavirus (Covid-19): «Ora esprimiamo la solidarietà di fronte a un’epidemia che speriamo duri il meno possibile. Forse servirà perché tutti possano riflettere sui veri valori dell’uomo. Per il futuro, quando riprenderemo a poterci distrarre, ci auguriamo di avere una visione più completa dello sport. Sarebbe brutto tornare allo stadio e ascoltare cori di discriminazione razziale o territoriale. La meditazione aiuterà a capire meglio. È un invito per uscirne migliorati, più portati verso gli altri. Un motivo affinché prevalga il bene comune piuttosto che l’egoismo del singolo».

GLI ALLENAMENTI – Il professor Piero Sandulli parla anche degli allenamenti, argomento di discussione nel mondo del calcio: «L’ultimo decreto governativo consente la possibilità agli atleti professionisti di allenarsi con un potere valutativo delegato ai medici sportivi. In questo momento, però, credo sia necessario lasciare spazio agli staff sanitari sulle opportunità e le modalità di allenamento. Nessuno è immune. Anche un medico della Sampdoria è stato contagiato».

SERIE A DA CONCLUDERE – E conclude dicendo la sua riguardo il campionato di Serie A: «Il campionato concluso ce lo auguriamo tutti. Quando saremo tornati alla normalità, riprenderemo a parlare di calcio. Ora dobbiamo capire che i valori in ballo e prevalenti sono altri: riguardano la salute, i rapporti umani, la solidarietà che ognuno di noi può mettere in campo. Presto ci farà piacere riprendere le nostre sane abitudini, compreso lo stadio o lo spettacolo televisivo legato alla partita».


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