Nicchi: “Idea reddito di cittadinanza per gli arbitri”. Poi due novità sul VAR

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18 marzo 2019, 11:20
Marcello Nicchi

Marcello Nicchi – intervenuto ai microfoni di “Radio anch’io sport”, sulle frequenze “Rai” – svela le ultime idee sul VAR ma anche l’idea di una sorta di reddito di cittadinanza per gli arbitri: di seguito le dichiarazioni del presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, riportato da “Sportmediaset.it”

REDDITO DI CITTADINANZA – Marcello Nicchi – intervenuto sulle frequenze radiofoniche “Rai” – lancia l’idea di un reddito di cittadinanza per gli arbitri: «Stiamo pensando a un reddito di cittadinanza arbitrale. Abbiamo dei professionisti che per arbitrare in A ed in B lasciano il lavoro. Quando finisce l’attività si ritrovano senza nulla, a una età avanzata. Non escludiamo di creare un fondo di solidarietà della durata di uno-due anni, per dare agli arbitri la possibilità in questo lasso di tempo di ricrearsi una vita, un lavoro».

AIUTO VAR – Nicchi ha poi fornito qualche chiarimento sulla possibilità di utilizzare al VAR arbitri e guardalinee ormai in “pensione”: «Ci stiamo ragionando perché non è escluso che domani possa essere creato un gruppo di pochissimi esperti Var, che abbiano l’attitudine giusta, che possano collaborare per un paio di anni aggiungendosi agli arbitri per fornire un servizio ancor più di qualità».

UNICA SALA VAR – Il presidente dell’AIA chiude parlando dell’idea di creare un’unica sala VAR a Coverciano: «Stiamo lavorando a questo progetto molto importante. Prima di tutto perché si risparmiano risorse, poi perché vogliamo che gli arbitri che vanno a fare il Var si sentano a loro agio. Vogliamo che operatori e arbitri abbiano meno pressioni e possano fare il loro lavoro con tranquillità. E’ un progetto importante anche per chi ci fornisce lo strumento tecnologico».

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