Mazzarri: “Torino, colpa mia! Non voglio si dica che cerco scuse, rigore…”

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16 Settembre 2019, 23:33
Walter Mazzarri Torino Walter Mazzarri Torino
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Mazzarri si è presentato furioso, più con se stesso che con l’arbitro, nell’intervista a Sky Sport dopo Torino-Lecce (vedi articolo). L’ex allenatore dell’Inter ha parlato di quanto avvenuto questa sera all’Olimpico.

AUTOCRITICAWalter Mazzarri commenta Torino-Lecce, piuttosto abbattuto: «Chiedo scusa per i tifosi, sono stati eccezionali nonostante abbiamo fatto una partita come la facevamo da tantissimo in negativo. Oggi proprio una partita che abbiamo sbagliato quasi tutto, sbagliato probabilmente anche in settimana. I nazionali sono arrivati all’ultimo da tutte le parti del mondo, ma questo vale per tutti e anzi giocando il lunedì abbiamo avuto un giorno in più per rientrare in pista. Si andava troppo piano, troppi giocatori sbagliati, dopo una grande gara come quella fatta a Parma contro l’Atalanta ho fatto di proposito giocare gli stessi. Oggi sembravano i fratelli dell’altra partita, ho sbagliato io la preparazione e non ho fatto capire che il Lecce corre, comunque ho già verificato con tre o quattro che non erano loro, quindi la colpa è mia perché li scelgo io e ho sbagliato io. Al di là del possesso palla se quando pigli palla torni indietro, noi siamo bravi anche nei calci d’angolo e non siamo riusciti a tirare una palla dentro».

POLEMICHE FINALI – Mazzarri poi parla del rigore chiesto da Andrea Belotti e non concesso al 98′ nonostante review VAR: «Quello lo commentate voi, a me non interessa. È successo tante volte nel girone d’andata l’anno scorso, che mettevamo sotto l’avversario e in tanti episodi non la pensavo come l’arbitro, ma il Lecce a un certo punto sembrava potesse fare il secondo e il terzo gol, non è il modo di stare in campo delle mie squadre. Rivedetelo voi, secondo me non c’è bisogno: sono rigori tutti e due, non mi interessa a me. Io guardo la prestazione, non si doveva fare una prestazione del genere: deluso e dispiaciuto per la gente. Io non voglio perché poi si dice che cerco le scuse, mi assumo la responsabilità: sono l’allenatore e la colpa è mia. Non ci sta che la gamba arrivi sempre in ritardo e si sbaglino passaggi semplici».




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