La Serie A chiede modifica della Legge Melandri, ecco come – CdS

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28 Marzo 2020, 09:57
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Il “Corriere dello Sport” riporta che i club di Serie A vogliono una modifica della Legge Melandri che norma i diritti tv.

MODIFICA DELLA LEGGE – Non rientra nelle priorità, ma la modifica della Legge Melandri è compresa nelle richieste che la serie A ha rivolto al Governo. Si parte da un dato di fatto: i club della massima categoria “vivono” sui proventi dei diritti tv. La quota della torta complessiva che ciascuna società incassa copre gran parte del fatturato. Ragion per cui, ad ogni triennio, si lavora per cercare di alzare il valore del nostro campionato. La realtà nel nostro mercato, però, racconta che c’è un unico vero competitor. O meglio c’è un solo broadcaster, ovviamen- te Sky, in grado di investire certe cifre. Gli altri, vedi Dazn, devono accontentarsi di una fetta minore. E’ vero che, in vista del 2021-24, c’è la variabile ott, vale a dire chi trasmette contenuti attraverso internet, ma ancora non è chiaro che cosa possa garantire quel tipo di settore. Per essere chiari, Amazon, ad esempio, che la serie A punta a coinvolgere, che piani ha per l’Italia? Al momento, evidentemente, è ancora presto per saperlo.

DUE IPOTESI – Resta, in ogni caso, la necessità di individuare modo per dare valore al prodotto Serie A. E allora come? L’idea di base è quella di rimuovere dalla Legge Melandria la cosiddetta “no single buyer rule”. Ad oggi, infatti, non è consentito che un unico broadcaster acquisisca tutti i pacchetti per trasmettere l’intero campionato. Ecco perché per questo triennio ci sono Sky e Dazn. Ebbene, i club ritengono che puntando in maniera ancora più netta sulle esclusive per prodotto e dando la possibilità ad un unico broadcaster di accaparrarsi tutti i pacchetti, le possibilità di ricavo aumenterebbero. Ancora di più se a quello stesso broadcaster venisse concesso di sub-licenziare i diritti che ha acquistato. Rivendendone una parte, in pratica, potrebbe rientrare almeno per una quota dall’investimento effettuato. Un’altra ipotesi è quella di cancellare la limitazione della vendita dei diritti ad un solo triennio, ampliandola magari a 6. Così i club si garantirebbero maggiori certezze per il futuro, avendo la possibilità di programmare per un arco temporale più ampio.


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