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Carnevali: “Abbiamo l’obbligo di riprendere. Spadafora? Non lo leggo…”

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, è stato uno degli ospiti di oggi ai microfoni di “Tutti Convocati” su Radio 24. Il dirigente del club emiliano ha parlato dell’argomento caldo di questi tempi, la ripresa dei campionati

LA RIPARTENZA DEL CALCIO – Carnevali parla di come il calcio si sta attrezzando per la ripartenza senza risparmiare una frecciata al Ministro dello sport Vincenzo Spadafora: «Faccio a meno di leggere le dichiarazioni di Spadafora perché c’è sempre qualcosa di negativo, ma siccome cambia di giorno in giorno magari un giorno dirà anche qualcosa di bello. L’importante è che le squadre di calcio abbianoo ricominciato e questa è la cosa determinante. C’è volontà di riprendere e sperare di portare a termine questo campionato sapendo che ci sono difficoltà, ma quanto successo ieri con la riapertura del centro sportivo, anche dal punto di vista umano e psicologico, è stata una grandissima soddisfazione. Ho visto nel volto dei giocatori gioia, speranza, un barlume di luce».

IL CALCIO COME INDUSTRIA – Secondo Carnevali è fondamentale preservare l’industria calcio: «Io penso che prima di tutto bisognerà analizzare il protocollo quando uscirà, perché se ne sente parlare da un po’ ma non abbiamo visto quello definitivo. Non sarà facile, dovremo aspettare cosa succederà nei prossimi 15-20 giorni sperando in una diminuzione dei casi positivi e dei decessi, dopo di che si valuterà. Sarà complicato e dobbiamo avere tutti la speranza e il desiderio e la volontà di poter ricominciare e finire. Credo sia un obbligo morale portare a termine il campionato, dobbiamo distinguere industria calcio dall’aspetto sportivo. Noi oggi siamo preoccupati per l’industria, dovremo pensare a qualsiasi possibilità. Abbiamo sempre detto che la salute è prima di tutto, ma nel momento in cui c’è la possibilità di riprendere a lavorare con delle precauzioni il calcio è come una qualsiasi azienda, si può lavorare con le giuste precauzioni».

GIOCARE IN CAMPI NEUTRI – Si è ventilata l’ipotesi di giocare in campi neutri nelle regioni meno colpite dal contagio, Carnevali non disprezza tale idea: «A me non dispiace come idea, se c’è questo tipo di possibilità a me piace. Penso sia una possibilità, tanto se si gioca a porte chiuse uno stadio vale l’altro. Bisogna evitare più spostamenti possibile quindi sarebbe una bella soluzione. Tante società non sono attrezzate per giocare ogni 3 giorni e bisogna fare le cose di buon senso e anche andare a giocare in una regione con minor rischio potrebbe essere una soluzione di buon senso».

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