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ESCLUSIVA IN – Vecchi: «Inzaghi-Inter continuità, scelta giusta! Barella fa saltare il banco»

Vecchi, ex allenatore della Primavera dell’Inter dal 2014 al 2018 e con due passaggi in prima squadra nel 2016-2017, è stato ospite del format di Inter-News.it “Summertime”. Il tecnico, reduce da un’ottima esperienza in Serie C al Sudtirol (portato ai play-off col record di punti nella stagione regolare), parla dell’arrivo di Inzaghi e non solo.

Vecchi, come giudichi l’arrivo di Inzaghi all’Inter?

Simone Inzaghi lo conosco, perché abbiamo giocato una stagione in Serie C (al Brescello nel 97-98, ndr). Poi lui ha spiccato il volo da giocatore in Serie A, io sono rimasto in altre categorie. Abbiamo frequentato i corsi da allenatore assieme a Coverciano: c’è una bella amicizia. Secondo me è una scelta giusta, perché c’è una continuità di progetto tattico, chiaramente con qualche sfumatura diversa, ma comunque una continuità. Per cui la società, secondo me, ha preso il meglio che poteva, sicuramente. Simone Inzaghi ha dimostrato in questi campionati di poterci fare, di valorizzare i giocatori e di far rendere al massimo per portarla a livelli di squadre che hanno budget superiori. Quindi, a mio avviso, la società ha fatto un’ottima scelta: non è andata a buttare per aria il lavoro di Conte, ma dà continuità con un allenatore che ha sviluppato gioco e lo stesso modulo.

A livello tattico cosa può portare?

Il suo modo di giocare ricalca in pieno quello che ha fatto Conte. Poi la Lazio, non so se per un suo credo calcistico o per necessità, giocava con Immobile prima punta e spesso un trequartista alle spalle, non con due attaccanti fissi come giocava Conte all’Inter. Poche volte ha giocato Caicedo con Immobile, o due attaccanti di peso davanti. Da vedere se proseguirà su questa strada o, come ha fatto Conte, con Lautaro Martinez e Lukaku come ci si aspetta tutti. Inzaghi ha giocato spesso con una punta, un trequartista alle spalle e delle mezzali di inserimento, Conte ha fatto un lavoro diverso. È l’unica differenza che c’è fra i due allenatori, ma bisogna valutare se è una scelta di necessità virtù, perché la Lazio aveva meno punte ma più trequartisti.

Il 3-5-2 sarà sempre il modulo principale?

Secondo me proseguirà su questo lavoro. Comunque lui dopo quella fase di ricerca, studio e analisi si è focalizzato molto su questo tipo di modulo. Conosce ogni tipo di sfumatura e contrapposizione anche con gli avversari. Ha grande conoscenza di questo modulo, poi non ritengo che sia uno che si fossilizza su questo. Grazie alla qualità dei giocatori che avrà a disposizione proverà a variare qualcosa, ma secondo me la sua grande qualità è forza, anche alla Lazio, è stata di far rendere al massimo tutti. A volte ha avuto giocatori che non erano titolari alla Salernitana e lo sono diventati alla Lazio: sicuramente saprà far rendere al massimo l’organico dell’Inter. Credo che sia costruito per il 3-5-2, poi si può sbizzarrire ma mi sembra una squadra costruita in questo modo. Poi magari ci saranno necessità di cessione, ma credo che tolta una partenza l’Inter vorrà fare l’Inter. Si rinuncia a qualcosa, di quello che si può rinunciare, e Inzaghi sarà capace di far rendere al massimo chi giocherà al posto di qualche rinunciabile.

Stasera iniziano gli Europei, subito con Turchia-Italia. Che giudizio dà Vecchi degli Azzurri?

Dipende molto dalla forza del gruppo e dalla qualità. A mio avviso Mancini sta costruendo un gruppo veramente solido, che gioca un bel calcio. Leggevo la rosa della Francia: se la paragoniamo all’Italia è molto dura… Però l’Italia ha fatto vedere un gioco di squadra, ha dimostrato di essere una squadra che sa giocare a calcio e ha grandissime individualità. Mi auguro che possa essere una bella sorpresa: sicuramente non ha i favori del pronostico, è indubbio. Sicuramente Spagna, Francia e Germania, o l’Inghilterra e il Belgio forse, sono squadre che se vai a vedere il valore dei singoli giocatori, e dove giocano, è di altissimo livello. L’Italia, col proprio gioco e le proprie qualità, può ritagliarsi delle soddisfazioni ed essere la sorpresa.

Nell’Italia ci sono Barella e Bastoni dell’Inter, dopo il forfait di Sensi. Come li vedi?

Bastoni mi auguro che trovi un po’ di spazio. È vero che davanti c’è il capitano della Nazionale, Chiellini, e che Bastoni è abituato a giocare in una difesa a tre, però è il giovane più forte in assoluto. Altrimenti non giochi trenta partite da titolare in una squadra che vince lo scudetto con un rendimento di alto livello. Barella è quello che può far saltare il banco nelle partite, diventando trascinatore: può essere la vera sorpresa dell’Italia, proporsi top player come Verratti e Jorginho. Può essere il punto di forza della Nazionale.

Nell’Inter di Vecchi del 2016-2017 c’erano anche due giocatori che ora faranno gli Europei: i croati.

Brozovic e Perisic sono sempre stati dei giocatori importanti e fondamentali per l’Inter. Perisic è sempre stato considerato un giocatore importante, ha sempre giocato con continuità a volte con rendimenti positivi e altri meno. Brozovic, invece, è stato messo in discussione anche dai tifosi. Mi ricordo la mia ultima partita di campionato con l’Udinese: fece gol e lo stadio fischiò. Io ho conosciuto un giocatore, al di là delle qualità tecniche, anche fisiche: dai dati di quell’anno era il giocatore che correva di più, che toccava più palloni in assoluto. Eppure veniva fischiato se sbagliava due palloni o tre: è normale che, se ne tocchi cento e cerchi di verticalizzare, qualcosa sbagli. Come catalizzatore di gioco, e ne parlai anche con Spalletti quando arrivò, per me era un giocatore determinante per l’Inter. Poi è chiaro che, se ti trovi a giocare a San Siro dove al primo errore si fischia, è complicato. Per me è una cosa assurda, per fortuna il vento nonostante tutto è cambiato e ci si è resi conto delle sue qualità.

Si ringrazia Stefano Vecchi per la disponibilità mostrata nell’intervista. Rivedi qui tutto il suo intervento a “Summertime”, l’appuntamento video di Inter-News.it che accompagnerà per tutto il periodo estivo.

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