ESCLUSIVA – Rossi: “Handanovic non è il problema dell’Inter!”

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17 marzo 2015, 13:07

Abbiamo intervistato in esclusiva per “Inter-News.it” il noto giornalista sportivo Gian Luca Rossi. Il tema centrale della chiacchierata è stato il momento attuale dell’Inter con le sue problematiche. Con la simpatia e schiettezza che lo contraddistingue abbiamo analizzato vari aspetti. Di seguito la prima puntata:

Ti sembra corretto scarificare Handanovic sul mercato così come lasciarlo fuori in Europa League?

«Partiamo dal fondo: la filosofia del numero 12. Io e te siamo cresciuti nel calcio degli anni ’70 in cui il numero 12 stava in panchina a sentire la radiolina per dare i risultati agli altri. Massimo Piloni che ha vinto 3 scudetti senza giocare nemmeno un minuto e Alessandrelli che entrò in campo nell’ultima gara della Juventus nel  campionato ’78-’79, contro l’Avellino a 20 minuti dalla fine dopo anni di panchina. Oggi è diverso perché ci sono più partite e il numero 12 è diventato parte integrante della squadra. Dico soltanto che il turn over è legittimo ma c’è solo un ruolo dove le gerarchie devono essere ben definite: il portiere. Oggi anche il terzo portiere è uno con esperienza di serie B e vari anni sulle spalle, oggi devi prendere un titolare di un’altra squadra per fargli fare il 12. Handanovic (e non è che se parli bene di lui allora è più forte di Zenga, Pagliuca o Julio Cesar) è uno dei migliori portieri europei. Vedere Handanovic, che ha risolto tanti guai dell’Inter, come uno dei problemi…francamente vuol dire non capire nulla di calcio».

Cosa ne pensi dell’Inter e della sua difesa. E’ solo questo il problema principale?

«È sicuramente uno dei problemi. Abbiamo sempre il vizio di andare a cercare tanti problemi strani, ci sono invece delle situazioni, delle partite in cui sono evidenti, purtroppo, delle responsabilità individuali. La partita con il Wolfsburg ha visto 3 errori individuali di Carrizo, nella partita contro il Napoli in Coppa Italia l’errore di Ranocchia e ce ne sono tanti altri di Juan Jesus che possiamo distribuire a piacere. Drammaticamente temo che quando ci sono delle responsabilità così ben definite, sia un esercizio dialettico inutile andare a cercare altri problemi!», prosegue Rossi.

A proposito di singoli: davanti ad una buona offerta cederesti Juan Jesus?

«Si. Il problema è vedere chi se lo prende. Facciamo sempre tanti bei discorsi: ora Ranocchia è stato eletto capitano dell’Inter ma la gente non sa che a gennaio dello scorso anno si cercò in tutti i modi di farlo andare in Turchia al Galatasaray. Juan Jesus è tecnicamente un buon giocatore con delle qualità ma gli mancano velocità e cattiveria che in un calcio fisico come il nostro sono determinanti per riuscire bene»

Murillo, in arrivo a giugno, come lo vedi nella difesa nerazzurra?

«Bisogna vedere se Murillo saprà adattarsi al campionato italiano. I difensori stranieri sono sempre delle scommesse e non si sa mai come possa andare a finire», sostiene Rossi.

Parliamo di Kovacic: hai recentemente scritto che “gli mancano le palle”. È un giocatore che può sbocciare all’Inter o siamo destinati a vederlo sfumare?

«Spero di no. Bisogna stare attenti perché se uno muove una critica ad un giocatore, per il tifoso da bar allora tu lo vuoi vendere. Sono il primo a riconoscere che Kovacic è un grandissimo talento che va curato, innaffiato e coccolato. Noto però che altri alla sua età riescono a fare delle cose decisive. Lui non ha il colpo di testa, non batte le punizioni, non ha il tiro forte…sai, un numero 10 che mi fa 7 tocchi…mi pare che lui appena riceve la palla inizia a girare un po’ con il pallone, fa delle belle cose e intanto pensa a cosa fare. Il vero fuoriclasse è quello che sa PRIMA cosa fare. Però non lo venderei e ci lavorerei su» .

Mancini il prossimo anno con quale schema giocherà? E se tu fossi Mancini con quale schema giocheresti?

«In queste cose sono umile. L’allenatore vede i giocatori tutta la settimana, Mancini è uno che ha accumulato esperienza internazionale in tre campionati molto diversi tra loro. A lui piace molto il “rombo”. Se avesse i giocatori adatti giocherebbe così, credo che nella sua testa i giocatori di centrocampo siano i Tourè, i Toulalan, i Vieira…già Medel è un giocatore che per altezza non c’entra con il calcio di Mancini. Se l’è trovato e gli serve perché si abbassa dando una mano ai difensori. Mancini dice che bisogna continuare anche con i meno dotati perché a furia di sbagliare imparano. Speriamo…»

 Con quali giocatori ripartiresti la prossima stagione?

«Sono rimasto molto male da Hernanes. Ad oggi possiamo dire che si sia trattato di un investimento che è andato male. Credo che abbia un po’ di mercato. Ripartirei da quelli da cui non puoi ripartire: Handanovic (ritengo giusto che vada a fare la Champions in un grande club), Icardi (non resterà in ogni caso perché arriverà un’offerta importante). Si ripartirà da gente come Brozovic, speriamo,si possa ripartire da Ranocchia, Santon che ha avuto un buon impatto al suo ritorno, D’Ambrosio mi pare stia crescendo. Piacerebbe a tutti ripartire da Tourè ma tanto non si potrà fare perché guadagna delle cifre che sono fuori della portata dell’Inter. Al di là delle indiscrezioni giornalistiche fatte anche per creare casino, bisogna ripartire dalle certezze che hai: Shaqiri lo è sicuramente», sostiene Rossi.

Un salto nel passato: campioni nerazzurri che ti sono rimasti nella memoria…

«Sicuramente Brehme e Matthaus. Di Brehme (che ho conosciuto bene) dico sempre che uno che tira il rigore decisivo nella finale della Coppa del Mondo con il destro pur essendo mancino, dimostra le palle del popolo tedesco che ogni tanto detestiamo per episodi molto più gravi. Sono molto perplesso dal rendimento, infatti, di Podolski. Si vede che i “panzer” non li fanno più come quelli di una volta. Berti e Zenga, quelli con cui avevo rapporti stretti. Anche Vieri con cui ho un bellissimo rapporto. Mi piacciono tutti tranne quelli che sono passati dall’Inter senza mostrare rispetto ad esempio Morfeo e Juan Jesus che, pur conoscendolo poco, mi pare sempre arrogante ai microfoni. Non mi piace Balotelli ma non perché non gli riconosca meriti sportivi ma perché parla e non ha ancora fatto. Alla mia età inizio ad essere un fan di chi apre l’albo d’oro».

Ringraziamo Gian Luca Rossi per la disponibilità e la simpatia dimostrate in occasione di questa prima parte di chiacchierata. Nei prossimi giorni il seguito che tratterà di Moratti ed altri aspetti del mondo nerazzurro.

 

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