ESCLUSIVA – Renzetti (pres. Lugano): “Vicenda Yao, perdono tutti! Inter lo dava al Nizza”

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28 Settembre 2019, 16:10
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Yao, ex giocatore dell’Inter, è una delle notizie del giorno perché, dal Canton Ticino, si è saputo che il TAS si è pronunciato a suo sfavore in relazione allo svincolo coi nerazzurri, avvenuto nel 2017 prima che venisse tesserato dal Lugano (vedi articolo). Per saperne di più Inter-News.it ha intervistato il presidente della società svizzera, Angelo Renzetti.

IL CASO – Eloge Koffi Yao Guy nella stagione 2016-2017 ha fatto parte della rosa dell’Inter, senza mai esordire in prima squadra dopo un anno in prestito al Crotone, e poi si è trasferito al Lugano da svincolato. Una vicenda su cui Inter-News.it aveva già segnalato il contenzioso due anni fa (vedi articolo), e che oggi si è conclusa con la sentenza del TAS in favore dei nerazzurri, con una multa da cinquecentomila franchi svizzeri perché l’ivoriano non poteva liberarsi unilateralmente. Angelo Renzetti, presidente del club ticinese, ha fornito in esclusiva ulteriori dettagli.

Presidente, come si è sviluppata la questione riguardante Yao?

La roba è vecchia di due anni, ora arrivata la sentenza definitiva. Il ragazzo dall’Inter doveva andare al Nizza, e l’Inter aveva delle buone aspettative di guadagno. Siccome il ragazzo era rimasto fuori tutto l’anno (stagione 2016-2017, ndr) il suo entourage aveva detto che poteva svincolarsi, e si era svincolato d’ufficio. Praticamente c’è stata una diatriba fra l’entourage del ragazzo e l’Inter.

Come reagisce il Lugano alla sentenza sfavorevole nei confronti di Yao?

Noi non c’entriamo niente, infatti del pagamento noi abbiamo soltanto la parte dell’indennità di formazione. Il resto è una cosa a carico del ragazzo, evidentemente si sono presi il rischio. Vedremo di gestirla col ragazzo.

Ha avuto modo di parlare con Yao dopo la sentenza?

No, perché voglio lasciarlo tranquillo. Deve giocare, eravamo già d’accordo che entro certi limiti entravamo noi. Alla fine ci costa circa cinquecentomila franchi, che è una cifra che ci sta per un giocatore di Serie A in Svizzera. All’epoca aveva ventuno anni, adesso ne ha ventitré. Lui per il momento non ha avuto una squalifica, solo quest’indennità di formazione che è a carico nostro, poi facciamo da garanti ma lui pagherà la multa e gli interessi.

Come commenta il fatto che si sia dovuti andare a giudizio al TAS?

Se la guardo dal punto di vista numerico credo che comunque, al di là degli interessi passivi, il valore sia come se l’avessimo comprato a quel prezzo, e ci sta. L’unico rammarico che c’è è che questo processo è iniziato con un’altra dirigenza dell’Inter, non si sapeva chi ci fosse (era in corso il passaggio da Erick Thohir a Suning, ndr). Avendo dei buoni uffici con l’Inter volevamo approcciarci per risolverla bonariamente, ma è subito arrivata la sentenza del TAS. Adesso non ci possiamo più accordare. È una sentenza dove hanno perso tutti, forse chi ha perso di meno siamo noi, per certi versi, perché abbiamo un giocatore che certe cifre le vale: l’Inter, se fosse andato al Nizza, avrebbe preso di più e Yao sarebbe andato in un campionato con più visibilità.

Si ringrazia Angelo Renzetti, presidente del Lugano FC, per la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte (Inter-News.it) e inserendo il link al contenuto originale.




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