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ESCLUSIVA IN – Zuberbuhler: «Handanovic fantastico ma all’Inter serve l’erede»

Zuberbuhler – ex portiere svizzero – ha parlato in esclusiva per Inter-News.it del collega Handanovic, elogiandolo per le prestazioni da numero 1 dell’Inter. Interessante la sua disamina del ruolo di estremo difensore moderno, che rispecchia benissimo quello dell’attuale capitano nerazzurro. Di seguito l’intervista esclusiva a Pascal Zuberbuhler curata dal corrispondente di Inter-News.it da Londra, Alessandro Schiavone.

Buongiorno Pascal, dopo le critiche di inizio stagione, ci sono segnali di ripresa da parte di Samir Handanovic che nelle ultime dieci partite di campionato ha collezionato 6 clean sheet, subendo appena 4 reti. L’Inter farebbe bene a fidarsi ancora del suo numero uno sloveno per la prossima stagione?

Handanovic ha 36 anni ma sta facendo ancora partite di altissimo livello ed è un grande esempio di professionalità. L’Inter quest’anno vincerà lo scudetto e questo è anche merito delle ottime prestazioni che sta fornendo Handanovic. Lo ritengo un grande portiere, è davvero fantastico. Nonostante la sua età, poi, è anche un portiere moderno, perché è riuscito ad adattarsi al nuovo modo di giocare dei portieri. È molto bravo nella costruzione dal basso con i piedi. Per me andrà avanti per altri due anni, ma l’Inter deve comunque individuare il suo erede prima o poi…

Ha in mente alcuni nomi da consigliare alla dirigenza nerazzurra?

Ci sono tanti portieri interessanti nel mondo. La Svizzera attualmente ha quattro portieri che giocano in Bundesliga: Yann Sommer, Roman Burki e Marwin Hitz (entrambi del Borussia Dortmund, ndr), e Gregor Kobel (Stoccarda, ndr). Poi prima avevamo anche Diego Benaglio al Wolfsburg. Questo è positivo per il nostro Paese. A mio avviso Sommer del Borussia Monchengladbach è un ottimo portiere che potrebbe far bene nel campionato italiano. Ma è felice nel suo club e sono sicuro che il nuovo allenatore Adi Hutter farà di tutto per trattenerlo.

Chi erano i suoi idoli d’infanzia?

Quando ero più giovane mi piacevano Harald Schumacher e Jean-Marie Pfaff del Bayern Monaco, che era il mio eroe! Poi, durante la mia carriera, mi sono ispirato a Peter Schmeichel. Ce l’avevo sempre in testa, era un idolo e un punto di riferimento. È stato fantastico affrontarlo in campo una volta. Ero anche un fan di Oliver Kahn. Poi, ho avuto la fortuna di affrontare gli ex Inter – Walter Zenga, Gianluca Pagliuca e Francesco Toldo (Zuberbuhler difendeva la porta del Basilea nei preliminari di UEFA Champions League 2004/05 superati dall’Inter un risultato aggregato di 5-2, ndr) -, tre portieri davvero fantastici.

Secondo lei quali sono i motivi per cui i portieri goleador nel calcio di oggi sono diventati rarissimi, quasi un paradosso? Un tempo i vari José Luis Chilavert, Rogerio Ceni e Hans-Jorg Butt, per citare i nomi più altisonanti, battevano i calci di rigore e le punizioni. Negli ultimi anni nel calcio ad alti livelli di portieri che si sono presentati dal dischetto nel tempo regolamentare non se ne ricordano né tantomeno i portieri che tirano le punizioni. Perché?

Forse perché oggi i giocatori sono migliorati (ride, ndr). È vero che prima c’erano portieri in circolazione che battevano i calci di rigore e le punizioni, come Chilavert. Con tutto il rispetto, mi piaceva vederlo, ma per me un portiere deve rimanere dietro. Dev’essere il primo attaccante e fare partire l’azione con i suoi piedi. E non su calcio piazzato! Il ruolo del portiere è cambiato enormemente. Il portiere oggi è un giocatore di movimento, uno sweeper-keeper (una sorta di “portiere-libero”, ndr), ovvero l’ultimo uomo. Deve partecipare all’azione e deve essere ambidestro, saper usare solo un piede non basta più. Un portiere deve anche saper valutare quando giocare corto e quando no. E deve saper leggere la partita, se calmare il gioco o accelerarlo, ad esempio. Non lo dico perché sono un ex portiere, ma per me il ruolo del portiere è fondamentale ed è il più importante in una squadra di calcio. Se hai un grande portiere, vinci campionati e coppe. Al giorno d’oggi non è più possibile laurearsi campione se hai un portiere mediocre tra i pali.

Intervista del corrispondente di Inter-News.it da Londra, Alessandro Schiavone. Si ringrazia Pascal Zuberbuhler per la disponibilità mostrata nell’intervista.

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