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ESCLUSIVA IN – Festa: «Moratti un papà, ora multinazionali! Hakimi come Roberto Carlos»

Gianluca Festa è stato ospite di “SummerTime”, appuntamento settimanale di Inter-News.it Web TV (vedi video). L’ex giocatore ha parlato inizialmente del suo passato in nerazzurro: dal suo arrivo all’Inter alla Coppa UEFA vinta, il rapporto con Massimo Moratti e il suo trasferimento in Premier League.

ALL’INTERGianluca Festa cresce nelle giovanili del Cagliari, prima di firmare il suo primo contratto con l’Inter di Ernesto Pellegrini: «Io arrivavo dal Cagliari nonostante raggiungemmo la qualificazione in Coppa UEFA al Cagliari. Vestire la maglia dell’Inter è stato il coronamento di un sogno. Il momento più emozionante per me è stato quando sono andato a casa di Pellegrini a firmare il contratto. Poi sono andato in prestito alla Roma con Mazzone dove ho disputato un ottimo campionato, e poi sono tornato all’Inter. Quel periodo fu un po’ di transizione perché ci fu il passaggio di proprietà da Pellegrini e Moratti, non riuscimmo a ottenere grandi risultati se non la vittoria della Coppa UEFA al primo anno. Purtroppo ricordo una triste partita contro il Lugano in Coppa».

ATTACCANTI – Festa era un difensore che giocava spesso di anticipo, come non ce ne sono più. L’ex giocatore racconta gli attaccanti più forti incontrati in carriera: «L’attaccante più difficile da marcare? Ho avuto la fortuna di giocare contro grandissimi campioni come Van Basten, Batistuta, Weah, Vialli, Zola, Owen, tra i più forti direi Van Basten. Come avrei marcato Romelu Lukaku? Con il fisico non hai nessuna possibilità! È difficile giocare di anticipo, starei un po’ a distanza e mi farei aiutare da qualche compagno, però chiaramente non è facile».

RICORDI – L’ex difensore dell’Inter racconta episodi che ricorda con piacere, altri un po’ meno: «Ricordo di aver fatto un autogol in Inter-Roma, purtroppo. E da quel momento per una quindicina di anni anche dopo aver smesso di giocare i giornalisti mi chiamavano perché l’ultima vittoria della Roma a San Siro fu proprio per colpa di quel mio autogol. Tra i ricordi più belli invece ricordo un mio assist per Beppe Bergomi in un derby: riuscì a mettere in mezzo un pallone praticamente perso».

ESPERIENZA IN PREMIER – Festa parla di Roy Hodgson e del suo passaggio al Middlesbrough: «Con Hodgson come allenatore guardavamo spesso le partite dei club inglesi. Dopo l’Inter a stagione in corso passai in Inghilterra, al Middlesbrough. Ricordo che lo stesso Hodgson parlò con me e mi fece capire di non rientrare più nel progetto. In Inghilterra fu un’esperienza bellissima e con un contratto importante. I tifosi sono fantastici, io mi sono trovato molto bene».

CON MORATTI – Festa racconta Massimo Moratti e la differenza con le società di adesso: «Moratti era un padre di famiglia, voleva bene a tutti i giocatori ed era sempre presente. Era appassionato e innamorato dell’Inter, la mia esperienza con lui è stata molto positiva. Poi ha fatto benissimo all’Inter, adesso le cose sono cambiate per tante squadre. Ci sono poche società gestite come se fosse una “famiglia”, non c’è più il presidente che si innamora e investe per una squadra. Ora le proprietà sono multinazionali, molte volte anche straniere, quindi viene un po’ meno il rapporto umano di una volta».

COME HAKIMI – Festa ricorda la cessione di Roberto Carlos, che ricorda un po’ quella di Achraf Hakimi anche se per motivi diversi: «La cessione di Roberto Carlos fu veramente incredibile, nessuno si spiega ancora oggi questa cessione. Anche perché lui cresceva partita dopo partita e poi abbiamo visto cosa ha fatto quando è andato via. La cessione di Hakimi è dolora, però lì ha prevalso la necessità di bilancio, di guadagnare qualche soldo. Una società come l’Inter deve cercare di tenere i giocatori forti, anche perché poi è difficile sostituire questo tipo di giocatore».

Si ringrazia Gianluca Festa per la disponibilità.

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