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ESCLUSIVA IN – Collovati: «Inter, pareggio giusto. Calhanoglu? Avrei evitato provocazioni»

Fulvio Collovati, ex giocatore sia di Milan che di Inter, il giorno dopo il derby finito in pareggio in esclusiva ai nostri microfoni ha commentato la sfida, l’esultanza di Hakan Calhanoglu, il gol sbagliato da Lautaro Martinez, la lotta scudetto e il mercato di gennaio.

 Collovati, un commento su Milan-Inter 1-1?

Se guardiamo le occasioni avute, il rigore sbagliato e il salvataggio sulla linea, direi più rimpianto Inter. Alla luce di quello che è successo con il palo finale magari rischi anche di perderla. È stato un derby pieno di emozioni e di colpi di scena, le due squadre non si sono risparmiate. Il Milan gioca con intensità e l’Inter non sta a guardare, non è più una squadra difensiva. Il pareggio è il risultato più giusto.

Lautaro Martinez da troppo tempo a secco di gol e ieri anche il rigore sbagliato, a chi li farebbe battere?

Gli attaccanti sono così, sono dei periodi. Vedi Simeone, per un anno non ha fatto gol e in cinque partite ha fatto nove gol. Lautaro Martinez tornerà a segnare e deve trovare un po’ meglio l’intesa con Edin Dzeko. Il problema del rigore è un fatto emozionale, di chi se la sente in quel momento. Non è un problema a chi lo fai battere, l’allenatore non decide il battitore, in quel momento se la sentiva lui e ha battuto lui. Non li ha sbagliati solo lui i rigori, anche Maradona ha sbagliato i rigori. Io piuttosto sottolineerei la personalità di Calhanoglu nel prendersi il pallone in occasione del primo rigore, e battere sotto la curva con un pubblico che inveiva.

Collovati, da ex di entrambe le squadre, come reputa l’esultanza di Calhanoglu? Ricordiamo per esempio il suo gol realizzato in un Inter-Milan 2-0 su tap-in nella stagione 1983-84, ha esultato?

Ricordo di aver segnato al Milan ma onestamente non ricordo se ho esultato. L’esultanza è un fatto emozionale, quando cominci a fare il gesto delle orecchie allora eviterei. Calhanoglu doveva esultare e basta, esulti dopo il gol perché il gol è una gioia, ma eviterei le provocazioni.

L’Inter è ancora in corsa per lo scudetto? Milan e Napoli manterranno questi ritmi fino al termine della stagione?

Questo è un campionato anomalo: 12 partite, 10 vittorie e 2 pareggi è un cammino strepitoso. Allegri dice che i campionati si decidono a marzo o aprile, quest’anno secondo me è troppo tardi. Si decideranno a gennaio o febbraio, quando ci sarà la coppa d’Africa. Innanzitutto ci sarà un periodo dove avrai una settimana di vacanza, poi ritorni, poi giochi senza qualche giocatore perché impegnato con le nazionali, la UEFA Champions League. Mi sembra prematura dire adesso che Milan e Napoli hanno ammazzato il campionato. Certo, ad oggi sono le favorite ma starei attento a dire che l’Inter oggi è fuori dai giochi. I nerazzurri hanno una qualità della rosa che può permettersi di competere.

Marotta in un’intervista ha parlato anche di mercato, secondo lui la squadra è già competitiva e a gennaio non ci saranno cambiamenti. Condivide questo pensiero? 

Questo è un problema di tutte le squadre italiane, non dobbiamo farci illusioni. Non ci sono soldi, ci saranno eventualmente scambi. Da Amministratore Delegato le parole di Marotta sono ineccepibili. Una società, non solo l’Inter, non può permettersi di fare spese folli. L’Inter una rosa di tutto rispetto. È solo un fatto di testa, non vedo punti deboli in questa Inter. Cambi i tre centrali, che sono tra i migliori? Sulla destra hai anche la possibilità di far giocare Darmian, D’Ambrosio, Dumfries. In attacco hai quattro attaccanti tra Lautaro Martinez, Dzeko, Sanchez e Correa. Al massimo, chi ha giocato meno secondo me dovrebbe dare più contributo.

Si ringrazia Fulvio Collovati per la disponibilità mostrata nell’intervista.

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