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ESCLUSIVA IN – M. Altobelli: «Pandev era fortissimo. Champions League? Ferita ancora aperta»

Mattia Altobelli, figlio del grande “Spillo” ed ex giocatore del vivaio Inter, è stato ospite di “Weekchat”, appuntamento settimanale con la redazione di Inter-News.it. Di seguito il primo estratto del suo lungo intervento.

GIOVANI TALENTIMattia Altobelli è cresciuto nel vivaio dell’Inter sperando di seguire le orme del padre “Spillo” (209 gol in nerazzurro). E vuole quindi erogare un consiglio a due giovani attaccanti: «Io credo che un anno in prestito faccia bene a chiunque. Sebastiano Esposito ha un talento indiscutibile, potrebbe ancora fare la Primavera per la sua età. Invece ha scelto la Serie B, prima alla SPAL e ora al Venezia, ma giocare titolare non è facile. Deve tenere duro, giocare in campionati dove i tre punti conta serve sempre. Andrea Pinamonti è diverso, aveva già giocato in Serie A ed è tornato per fare la quarta punta. Ha trovato poco spazio, ma non tanto per le sue qualità, quanto perché i due titolari più Alexis Sanchez sono stati straordinari. È sempre meglio andare a giocare finché hai 20-21 anni».

RICORDI DI PRIMAVERA – Altobelli racconta poi com’era Goran Pandev, suo compagno nella Primavera dell’Inter nel 2001/02: «In ritiro c’erano una decina di ragazzi stranieri, tra cui due macedoni, Goran Pandev e Aco Stojkov. E viene fuori, anche tramite i giornali, che l’Inter aveva puntato sul secondo, Pandev era arrivato per fargli compagnia. Ma dopo due allenamenti saltava tutti come fossero birilli, tecnicamente era un mostro. Insieme a Obafemi Martins ci ha fatto vincere il campionato. Quello più forte doveva essere l’altro, che però non ha giocato una partita perché si stirava sempre. Invece lui ha vinto anche il Triplete. È un ragazzo eccezionale, sempre umile: sono contento di averci giocato assieme».

ESORDIO SFIORATO – Mattia Altobelli ha una sola presenza con l’Inter, contro il Bari in Coppa Italia. Coi nerazzurri sfiora solo l’esordio nella massima competizione europea. Era infatti in panchina la sera di Bayer Leverkusen-Inter, in cui Martins segnò il primo gol in nerazzurro (vedi video). Ecco il suo ricordo di quella gara: «La Champions League è una ferita ancora aperta per il mancato esordio. Ero praticamente in campo, stavo per entrare tre volte, poi all’ultimo mi fu preferito Andres Guglielminpietro. È una sliding door. Non si può mai sapere nel calcio: entri, fai gol, e la carriera ti può cambiare. Quella partita è il rammarico più grande. Però va bene, già andare in Champions League fu una soddisfazione enorme: fosse arrivato poi l’esordio, sarebbe stato fantastico».

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