ESCLUSIVA – G.L.Rossi: “La presidenza Moratti è leggendaria!”

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18 marzo 2015, 13:06

Seconda puntata della chiacchierata con Gian Luca Rossi, giornalista di Telelombardia, in esclusiva per Inter-News.it. Il tema trattato è la presidenza Moratti con il suo contributo alla storia dell’Inter. Ne è uscito un ritratto interessante dell’ex numero 1 nerazzurro:

Moratti è Moratti: ha speso tanto per portare tanti campioni all’Inter ma dopo Madrid è apparso stanco. Secondo te quali sono alcune motivazioni che lo hanno spinto a mollare recentemente?

«Moratti è un soggetto un po’ strano: lo conosco bene e avevo lavorato con lui addirittura nel 1990, cinque anni prima che diventasse presidente dell’Inter. Permaloso e sicuramente molto di cuore…ha venduto l’Inter perché, con la guerra in Libia, la Saras ha iniziato a perdere parecchie forniture di greggio e l’azienda quindi incominciava ad avere alcuni problemi. Nonostante abbia sempre attinto dal suo patrimonio personale, la paura di lasciare ai figli questo enorme debito di oltre 200 milioni lo ha indotto a cercare acquirenti…un po’ quello che, con due anni di ritardo, sta facendo il Milan e mi viene da ridere perché ci metteranno almeno due anni per trovare poi uno che vorrà la maggioranza. Nessuno entra in minoranza e infatti anche l’Inter sperava di aver concluso con i cinesi nel 2011 e poi il governo locale aveva bloccato tutto. Con il 30%, Moratti era convinto di contare un pochino di più ma è chiaro che chi acquista il 70% alla fine decide», inizia Rossi.

 Che idea ti sei fatto di Erick Thohir?

«Di Erick Thohir penso bene. D’altronde non lo ha mica ordinato il medico che uno debba avere la passione per l’Inter. Non è interista ma è un’ipotesi solida anche se non escludo che, magari tra qualche anno, la situazione economica migliori e ritorni un figlio di Moratti alla guida della società. Si tratta di gestire l’emergenza di questi anni. Moratti non è del tutto uscito dall’Inter e l’arrivo di Mancini ne è la prova lampante. È bello che gli interisti sappiano (a differenza del Milan dove a nessuno dei figli, nemmeno a Barbara che non hanno mai visto a San Siro prima che entrasse in competizione con Marina e volesse anche lei un piccolo giocattolo dell’eredita di famiglia per farsi vedere) che hanno una famiglia che, nonostante tutto quello che accade, ha dei giovani che sono tifosissimi dell’Inter. La famiglia Moratti camminerà sempre a fianco dell’Inter. L’Inter non rischia di fallire perché ha talmente tanti tifosi che un domani una banca con milioni di potenziali correntisti se la comprerebbe subito così come è accaduto alla Roma. Il problema è di spendere meglio i soldi e avere un po’ di pazienza in più per mettere in campo un progetto che duri almeno tre anni», sostiene Rossi.

Le 3 presidenze che hai vissuto da tifoso e giornalista: Pellegrini, Moratti e Thohir. Tre aggettivi che ti vengono in mente per descriverle in maniera efficace:

«Quella di Pellegrini è “eroica”: era un’Inter gestita da tre persone: Pellegrini, Beltrami e Giuliani davanti ad un Milan con Berlusconi che comprava il Pallone d’Oro Papin e lo metteva a fare il quinto attaccante in tribuna. Fu eroica perché fece tante belle iniziative tipo la vendita delle tessere in banca (prima società in Italia). In quegli anni portare a casa lo scudetto dei record e due Coppa UEFA (che veniva giustamente considerata un torneo difficile) e una Supercoppa italiana ,davanti allo strapotere economico del Milan, fu davvero tanto. Presidenza eroica.

Trovare un aggettivo per la presidenza Moratti non è difficile: direi “leggendaria” perché ha vinto più del padre e perché, so che farà ridere, ha vinto “numericamente” più di Berlusconi: se contiamo le volte in cui le squadre di Berlusconi e Moratti sono state iscritte anche nell’albo d’oro meno importante, ebbene l’Inter è davanti. È chiaro che sono stati gettati via interi anni, c’e stato qualcosa dove ci sono sentenze sportive e non sportive ma questo è un paese dì fuorilegge e di negazionisti in cui chi ha il battesimo come titolo di studio pretende di parlare di Giurisprudenza. E’ stata leggendaria però con tutti i difetti del caso. Moratti è stato troppo tifoso. Per fare il presidente devi avere il cuore caldo e la mente fredda. Lui non l’ha mai avuta e questo è stato il suo grande pregio e, al tempo stesso, il suo grande limite. Quando però fai il Triplete (che nessuno farà più in Italia per i prossimi 100 anni, ne sono sicuro!) entri nella leggenda.

La presidenza di Thohir, molto recente, è certamente “innovativa”», conclude Gian Luca Rossi.

Seconda parte monotematica e non meno interessante della prima. Ringraziamo come di consueto Gian Luca Rossi per la cortesia e disponibilità mostrate. Appuntamento alla terza ed ultima parte della nostra chiacchierata.

 

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