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ESCLUSIVA – Carbone: “Ancora nella famiglia Inter, orgoglioso! Icardi-Milan? Non sorprenderebbe”

Carbone ha giocato nell’Inter per tutta la stagione 95-96 e per la parte iniziale della successiva. L’ex fantasista, ora collaboratore tecnico di Gianni De Biasi nell’Azerbaigian, parla in esclusiva al corrispondente di Inter-News.it Alessandro Schiavone del passato e presente nerazzurro, così come delle voci su Icardi al Milan.

SEMPRE LEGATOBenito Carbone ha vestito la maglia dell’Inter in quarantuno occasioni fra il 1995 e il 1996. Punto fermo nella stagione 95-96, l’anno dopo lasciò i nerazzurri a ottobre, iniziando una lunga esperienza in Inghilterra. Ha vestito le maglie di Sheffield Wednesday, Aston Villa, Bradford, Derby County e Middlesbrough, fino al ritorno in Italia nel 2002. Ora è di nuovo all’estero: in Azerbaigian, dove collabora nella nazionale con Gianni De Biasi.

Carbone, l’Inter è delle diciassette squadre in carriera quella che segue ancora oggi con più passione?

Sì. Sono ancora adesso dentro la famiglia Inter, perché faccio parte di Inter Forever: questo mi rende orgoglioso, l’Inter è la squadra del mio cuore. È la squadra che ho sempre tifato, fin da piccolo, e il sogno che avevo nel cassetto era di arrivare a giocare magari con quella maglia. Ci sono riuscito, anche se magari non ho saputo trattenermi dalle emozioni quando ho fatto la scelta di andar via. Dopo tanti anni posso dire che ho fatto il più grande errore della mia carriera andando via dall’Inter in quel momento lì.

Perché?

Sei mesi dopo arrivò Ronaldo e un nuovo allenatore (Luigi Simoni, ndr). Quindi per me poteva cambiare tutto, anche se non abbiamo la controprova. Invece facendo quella scelta di pancia e non ragionando essendo giovane feci una scelta azzardata. Fu una scelta sbagliata e io in un certo senso l’ho pagata.

Nell’estate del 1995, insieme a lei, dall’Argentina arrivò un certo Javier Zanetti, sconosciuto al grande pubblico. Si sarebbe aspettato che sarebbe diventato una leggenda, bandiera e capitano dell’Inter?

No, non me lo sarei mai aspettato. Però si vedeva che era un giocatore fortissimo. A livello professionale era un giocatore immenso. Javier pensava solo a giocare, allenarsi e recuperare per poter giocare la partita al 100%. Ero in camera con lui, quindi te lo posso garantire questo. Ma non mi sarei mai aspettato che arrivasse a essere la leggenda e il capitano dell’Inter. Non l’avrei mai pensato, però se ci è riuscito ci è riuscito perché lui l’ha voluto fortemente. È stato un grande giocatore e se è arrivato a certi livelli e traguardi se lo merita per il ragazzo e per la persona che è.

Con Roy Hodgson non andava d’accordo, ha accettato il trasferimento allo Sheffield Wednesday anche per lui?

Io non ho niente contro di lui. È un allenatore di tutto rispetto e io non ho mai giudicato il suo operato, però io non andavo d’accordo con lui solo per il semplice fatto che giocavo in una posizione diversa. Ripeto: non ho niente contro di lui, assolutamente, perché è una persona molto educata e mi piaceva. Roy è una persona straordinaria. L’unico rammarico è che nella mia squadra non potevo giocare dove potevo rendere al massimo. Il primo anno mi chiese di fare la fascia e di fare un sacrificio enorme sotto l’aspetto fisico, quello che ho fatto con grandissima professionalità e serietà. Però poi la gente da Benny Carbone in quel momento lì si aspettano magari la giocata da numero 10, l’ultimo passaggio, l’assist o il gol e quindi mi diventava difficile continuare a giocare in quella posizione.

Lukaku potrà ripercorrere le orme di Ronaldo, Vieri, Eto’o o Milito?

Sotto l’aspetto dei numeri sì. Ma pensare di poter mettere Lukaku allo stesso piano di Ronaldo no. Però penso che Romelu potrà ripercorrere le orme di Vieri, Eto’o e Milito ma Ronaldo il fenomeno era unico, immenso, straordinario. Giocatori forti come lui ne ho visti pochi.

Christian Eriksen dovrebbe giocare di più?

Eriksen deve giocare di più se dimostra di poter dare un equilibrio all’Inter di Conte. Ma in questo momento non riesce a entrare nei meccanismi e nelle grazie di Conte solo per questo motivo qui. Però Eriksen ha fatto vedere in Inghilterra che tipo di giocatore è. Magari ha bisogno di più tempo degli altri per potersi inserire ma rimane un giocatore importante.

Si parla di Mauro Icardi al Milan, a Carbone darebbe fastidio?

No, non scherziamo (ride, ndr). Queste cose qui ormai da anni succedono, che dall’Inter certi giocatori possano passare al Milan e dal Milan passino all’Inter. Noi siamo dei professionisti e poi non significa che se uno va dall’Inter al Milan va a odiare l’Inter, perché i momenti vissuti con la maglia nerazzurra rimarranno indimenticabili e indelebili per Icardi. Se gli capita di andare in una squadra giovane come il Milan di oggi, che in prospettiva potrebbe anche vincere dei campionati e delle coppe, è giusto che Icardi vada al Milan. Non sarei sorpreso di vederlo al Milan.

Il “tradimento” di Ronaldo secondo lei macchiò il suo legame d’amore con l’Inter? Certi tifosi non gli hanno mai perdonato il passaggio al Milan nel 2007…

Secondo me no. I tifosi dell’Inter lo amano ancora, cosi come amano ancora Vieri. Anche se hanno indossato la maglia del Milan.

Lei al Milan ci sarebbe andato?

Non me la sono mai posta questa domanda, perché non mi è mai capitata e successa. Ti ripeto, siamo dei professionisti e se ti capita di avere una grande opportunità di andare in una grande squadra come quella del Milan devi andarci. Ma questo non significa che poi cancelli quello che hai vissuto con la maglia dell’Inter o quello che hai dentro per quei colori lì.

Che ricordi ha dei derby contro il Milan? Lei ne giocò due nella stagione 1995-1996.

Sono delle emozioni inspiegabili. Quando le vivi sono emozioni grandissime perché sono partite uniche. Si ferma il campionato lì. Sono emozioni che ti rimangono dentro tutta la vita.

Intervista del corrispondente di Inter-News.it Alessandro Schiavone. Si ringrazia Benito Carbone per la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte (Inter-News.it) e inserendo il link al contenuto originale.

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