VIDEO ESCLUSIVA – Colonnese: «Inter-Juventus l’ho sentita particolarmente. Eriksen? Rivedo Mendieta!»

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23 Gennaio 2021, 09:30
Francesco Colonnese Inter Francesco Colonnese Inter
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Colonnese è intervenuto in collegamento nella WeekChat di Inter-News.it. In esclusiva alla nostra testata giornalistica l’ex difensore, all’Inter dal 1997 al 2000, ha ricordato fra le tante cose il suo periodo in nerazzurro, Gigi Simoni e la “famigerata” partita con la Juventus del 1998.

IL RICORDO – Ieri Luigi Simoni avrebbe compiuto 82 anni. Francesco Colonnese lo ricorda: «Parole ne ho poche, nel senso che è una persona unica. Sempre presente dentro di me, ha fatto sì che raggiungessi il calcio che conta, San Siro e l’Inter. Mi ha sempre voluto con lui: aveva un pensiero umano. In un mondo dove c’è poco di umano trasmetteva valori che sono far capire, per chi gioca a calcio, di avere rispetto per chi spende soldi per vederti. Trasmetteva questa responsabilità di essere professionista serio. La prima cosa che mi disse, arrivato a Cremona a diciannove anni, fu: “Ricordati che sei fortunato, di essere umile e dare tutto, perché c’è tanta gente che vorrebbe essere al tuo posto. Devi onorare coloro i quali vengono la domenica a tifarti”. Sono le parole più belle, che mi sono sempre portato dietro: dimostrano la sua grandezza come uomo e allenatore».

GRANDE GRUPPO – Con Simoni l’Inter vinse la Coppa UEFA nella stagione 1997-1998. Colonnese ha grandi parole per quella squadra: «Il ricordo è che quell’Inter era unica. Un gruppo forte, ci volevamo bene, grande rispetto dei ruoli. Squadra forte, aveva qualità: Ronaldo, Francesco Moriero e Youri Djorkaeff erano forse gli uomini più tecnici di quella squadra. Però aveva cuore: aveva giocatori come Ivan Zamorano, Diego Pablo Simeone, Zé Elias e Benoit Cauet, di grande corsa e grande carattere. Aveva italiani di grande rispetto e carattere, che tenevano bene il gruppo, come Giuseppe Bergomi e Fabio Galante. Aveva un gruppo di italiani, che sapevano gestire l’interismo con rispetto: gli stranieri capivano. Noi eravamo attenti a far sì che si tenesse il gruppo unito».

SODDISFAZIONE – A Colonnese non va giù lo “scippo” del campionato 97-98: «Meritavamo di vincere quello scudetto. La storia dice che è andato via in maniera non chiara, non logica. Sono passati ventitré anni, però la vittoria della settimana scorsa con la Juventus l’ho sentita particolarmente. Perché vincere contro chi ti ha tolto qualcosa di tuo, te l’ha portato via per non dire strappato o un termine più brutto, è felicità. Sanno tutti della mia non simpatia per la Juventus, calcistica: la dichiaro, perché sono stato quel giorno lì in campo. Come tutti abbiamo vissuto in prima persona quello scippo, non è andato giù a nessuno. Siamo tutti convinti: ero invasato allora, ancora a distanza di anni lo sono anche se mio figlio cerca di tenermi calmo. Sono stato felice che l’Inter abbia vinto la settimana scorsa, con una vittoria così schiacciante: è bello vincere in questo modo con la Juventus».

CAVALCATA – Colonnese ricorda un momento memorabile, la “vendetta” allo Schalke 04: «Il gol di Taribo West fece sì che andammo in semifinale. C’era un freddo terribile, uno stadio stracolmo: tutti i tifosi tedeschi erano convinti di portarci via la qualificazione, come l’anno prima quando vinsero in finale. Invece West fece una grande incornata di testa, un gran gol. Fu un’ottima gioia, anche se forse la partita più difficile di quel torneo fu a Mosca: molto sofferta, dopo un primo tempo dov’eravamo sotto. Avevamo visto le streghe, in un campo che non ci faceva giocare: ci voleva solo Ronaldo, che si inventasse quel gol passando in mezzo a due giocatori. Un gol strepitoso, uno-due con Zamorano: fu spettacolare. Freddo anche lì terribile, -12° a Mosca: forse è stata la partita più bella di quell’Inter, ha costruito la finale dove abbiamo strapazzato la Lazio e meritato la Coppa UEFA».

IL PARAGONE – Colonnese fa un confronto: «La difesa? Se devo paragonare Stefan de Vrij è con Giuseppe Bergomi: si staccava, molto bravo centralmente a non far prendere imbucate alla squadra e andare sulle palle lunghe. Milan Skriniar gioca centro-destra come me, molto aggressivo. Le caratteristiche sono quelle, giocatore di grande temperamento. Tra West e Alessandro Bastoni lui è più bravo dal punto di vista tecnico, però Taribo è un animale fisicamente e le qualità di aggressività erano enormi. Davanti Romelu Lukaku e Ronaldo, ma Youri Djorkaeff era come Lautaro Martinez, e quando non giocava lui c’era Ivan Zamorano. Secondo me si assomigliano molto: hanno grande carattere, l’Inter dopo l’uscita in Champions League ha iniziato a giocare più bassa prendendo le avversarie in contropiede è diventata molto più forte. I difensori non hanno più campo per correre dietro e sono imbattibili, sfruttando le qualità in contropiede».

SOLIDITÀ – Colonnese si augura che non ci siano problemi societari tali da far rischiare penalizzazioni: «Quando c’eravamo noi c’era Massimo Moratti, che ci faceva stare sereni dal punto di vista economico e non c’erano problemi di nessun genere. Mi auguro che tutto venga risolto entro il 16 febbraio, che c’è una scadenza fondamentale (il pagamento degli stipendi, ndr). L’Inter deve tornare a essere grande: è una squadra forte, deve tornare a vincere. Noi interisti siamo diversi da tutti, l’Inter ha un animo diverso da tutti. Chi gioca nell’Inter rimane legato a questa società e a questo pubblico, che quando si gioca c’è sempre tanta gente. La passione ti rimane nella pelle, mi auguro che l’Inter trovi presto una solidità societaria e torni a vincere: i tifosi meritano un’Inter vincente».

OGGI FONDAMENTALE – Colonnese parla anche di Udinese-Inter, in programma oggi alle ore 18: «Partita molto difficile. L’Udinese è una squadra molto fisica e tosta, giocatori alti dietro. Possono reggere botta con Lukaku, sono un po’ deconcentrati e qualcosa lasciano ma a centrocampo c’è Rodrigo de Paul con qualità e davanti hanno velocità. L’Inter è più forte, ma deve giocare con la testa giusta: sono partite difficili, che diventano facile se le metti bene subito, altrimenti sono molto difficili. Abbiamo visto l’Atalanta soffrire, il Napoli vincere all’ultimo secondo: non è facile. Ho letto le dichiarazioni di Antonio Conte, sarà una partita difficile. Due squadre che giocano simili, il modulo è lo stesso e ci saranno tanti duelli individuali. Ci sarà da sudare, ma l’Inter deve dimostrare di essere pronta: le squadre grandi devono andare in questi campi a fare partite importanti».

STRACITTADINA – Martedì ci sarà Inter-Milan di Coppa Italia. Colonnese ha un ricordo: «I derby sono belli ricordi. C’era lo stadio pieno, adesso no ed è diverso: il tifoso si faceva sentire. Andavi allo stadio, vedevi i colori e la rivalità enorme con gli sfottò. Peccato non ci sia il pubblico, perché è fondamentale in queste partite. Non è facile, il Milan sta stupendo tutti: anche me, non pensavo che potesse far così bene. Però l’Inter è più forte, l’ha dimostrato all’andata. In campionato ha perso, sarà difficile ma l’Inter è forte e deve cercare di battere il Milan. Ha battuto la Juventus, squadra più forte del campionato: deve ripartire da questa vittoria per cercare di costruire le altre. In campionato non vedo squadre che, onestamente e senza presunzione, siano più forti. L’Inter ha una partita a settimana, deve spingere sull’acceleratore per portare a casa lo scudetto».

DIFFICOLTÀ – Colonnese chiude su Christian Eriksen: «Ho avuto un’esperienza simile. Non l’ho mai detto, lo dico oggi a voi: quando ero alla Lazio era una squadra spaziale, con campioni autentici. Acquistò uno dei giocatori che si dimostrarono il buco nell’acqua del calcio italiano: Gaizka Mendieta. Doveva essere il giocatore in più, però si dimostrò un giocatore non adatto al calcio italiano. Non si capì perché, vedevamo che era un ragazzo bravissimo, onestissimo ed educatissimo, però non andava. Mi sembra di rivedere la stessa storia, da fuori: Eriksen è arrivato ma non si è adattato, non è pronto e non riesce a trovare i ritmi. Si sta chiudendo in se stesso come Mendieta, quindi faccio questo paragone. Di qualità ne ha, perché la sua storia lo dice, però vedo la stessa cosa con un epilogo simile: andò via perché non riuscì a inserirsi e aveva un ingaggio elevato».

Di seguito il video con l’intervista integrale a Francesco Colonnese, nella WeekChat di Inter-News.it, con il resto delle dichiarazioni dell’ex difensore. Appuntamento col prossimo LIVE questa sera, alle ore 20, per commentare assieme il post partita di Udinese-Inter.

Si ringrazia Francesco Colonnese per la disponibilità mostrata nell’intervista. La riproduzione, anche parziale, dell’articolo è consentita solo previa citazione della fonte (Inter-News.it) e inserendo il link al contenuto originale.




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