Tredici anni senza Giacinto Facchetti, l’Inter non ti dimentica

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4 Settembre 2019, 15:10
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Tredici anni fa si spegneva l’ex bandiera nerazzurra Giacinto Facchetti, un simbolo dell’Inter che nessun tifoso potrà mai dimenticare

Sono passati ormai tredici anni da quel 4 settembre del 2006 in cui il mondo dello sport italiano e internazionale, ma in particolar modo la grande famiglia dell’Inter, furono scossi dalla tragica notizia della morte di Giacinto Facchetti. L’allora presidente dell’Inter fu stroncato ad appena 64 anni da un tumore al pancreas diagnosticato solo pochi mesi prima e fu grande la commozione in tutto il paese, anche di chi non era interista, per la dipartita di chi era considerato universalmente un Signore, di quelli con la “S” maiuscola, di quelli per cui non si poteva che provare stima, rispetto e ammirazione. Una vita dedicata ai colori nerazzurri quella di Giacinto Facchetti, da quel lontano 1960 in cui esordì da professionista con una delle due sole maglie che avrebbe indossato nella sua vita, quella dell’Inter, mentre l’altra fu quella della nazionale italiana di cui fu a lungo il Capitano. Una lunga carriera in nerazzurro costellata da trionfi a cui è poi seguita una seconda carriera, da dirigente e poi da presidente, ma sempre nella grande famiglia dell’Inter, fino all’ultimo giorno della sua vita.

MANCA TANTO UN FACCHETTI – Sono passati tredici anni, tredici anni in cui i tifosi dell’Inter hanno vissuto trionfi che Giacinto avrebbe meritato di festeggiare con la sua gente, ma il suo ricordo non è mai sbiadito: manca Giacinto Facchetti, manca una figura come la sua, manca la sua personalità, manca il suo interismo. Manca a tutti gli interisti e a tutti gli sportivi in genere, tra cui non si possono certo annoverare persone senza scrupoli che dopo la sua morte provarono a coinvolgerlo in un marciume che, fino a quando era in vita, aveva combattuto con tutte le sue forze perché era contrario alla sua etica, perché Facchetti sapeva giocare in un solo modo, lealmente: signore come era, il “Cipe”, li avrebbe forse perdonati se avesse avuto la possibilità di essere interpellato in proposito. Sono passati tredici anni, ma ogni interista ricorda ancora Giacinto Facchetti, ha dedicato le vittorie del passato alla sua memoria ed è pronto a dedicare quelle future. Ci manchi, Cipe, grazie per aver onorato l’Inter e tutti noi.




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