Spalletti, i due moduli dell’Inter e l’impossibilità di lavorarci senza acquisti

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17 luglio 2018, 22:30
Luciano Spalletti

Tra meno di ventiquattr’ore l’Inter tornerà in campo per mettere altri minuti nelle gambe dopo i primi dieci giorni di ritiro, ma Spalletti è già “costretto” a scegliere il modulo su cui basare la sua rosa attuale (incompleta per svariati motivi): la difesa a tre ideale non è schierabile

DOPPIO MODULO – Il calciomercato è lungo. Vero, ma quest’anno finisce con due settimane di anticipo. L’Inter ha già fatto cinque acquisti. Vero, ma ne servono altrettanti o quasi. Luciano Spalletti è soddisfatto della rosa attuale. Vero, ma sa che non basta per raggiungere gli obiettivi (ancora da prefissare). Dietro queste tre banali verità si nasconde un problema mica da poco: il ritiro ad Appiano Gentile senza tournée è stato pensato per lavorare fin da subito sulla rosa che sarà protagonista nella stagione che sta per iniziare, ma al momento bisogna posticipare i test, almeno quelli tattici. Senza i “vacanzieri” del Mondiale e soprattutto senza i titolari che latitano alla voce “nuovi acquisti”, Spalletti ha poco materiale per provare il doppio modulo, anzi la cosa più logica da fare ora è inserire gradualmente i nuovi innesti sul sistema di gioco registrato nell’ultima stagione: si riparte dal 4-2-3-1, per il 3-4-2-1 servirà pazientare e ci sarà tempo più in là, sicuramente. Con il Lugano si è visto proprio il 4-2-3-1, con una modifica rispetto all’anno scorso (entrambi i terzini alti con un mediano nettamente più basso, quasi a formare una difesa a tre), mentre contro il Sion è stata annunciata la difesa a tre ma, anche qualora venisse schierata, non sarebbe né quella ideale né gli altri reparti sarebbero messi nella condizione pensata da Spalletti, proprio perché al momento mancano i profili tecnico-tattici richiesti per alternare i due moduli sostituendo un solo giocatore (l’unica variabile è il centrale difensivo aggiunto, sostituibile con un giocatore offensivo, teoricamente Lautaro Martinez come seconda punta atipica e spalla di Mauro Icardi).

TRIPLO PROBLEMA – Le motivazioni sono piuttosto semplici, tre in particolare: 1. l’Inter per ora non ha ancora rimpiazzato Joao Cancelo, anzi ha ceduto tutti i terzini arruolabili a destra rimanendo con il solo Danilo D’Ambrosio, che nella difesa a tre (formata da Milan Skriniar, Stefan de Vrij e Joao Miranda, quest’ultimo ancora assente) sarebbe la riserva dei due terzi, mentre ora deve tornare a ragionare da “terzino destro titolare” dopo quasi cinque mesi passati a sinistra; 2. Spalletti non considera più titolare Antonio Candreva, tanto da averlo schierato fuori ruolo (ala sinistra, come se lo vedesse da vice di Ivan Perisic, altro assente) a Lugano, quindi anche l’esterno destro a tutta fascia dovrebbe arrivare dal mercato (il sogno spallettiano Alessandro Florenzi sta per sfumare) e sarà un terzino puro; 3. tralasciando l’obiettivo principale (l’ala destra titolare per il 4-2-3-1, Matteo Politano e Yann Karamoh si giocano la maglia odierna), sia in un modulo sia nell’altro manca il mediano da affiancare a Marcelo Brozovic (terzo grande assente), ruolo oggi ricoperto da Roberto Gagliardini (anche Matias Vecino è ancora in vacanza). In attesa di completare la rosa con gli ultimi tre titolari, almeno così si spera, e un paio o almeno una riserva duttile, è giusto che Spalletti continui a ragionare con quello che ha: l’Inter della passata stagione con Radja Nainggolan nuovo motore di gioco al posto di Rafinha e Kwadwo Asamoah che “ribalta” la manovra di spinta a sinistra, senza dimenticare de Vrij, Politano e Lautaro Martinez. Tra qualche ora si torna in campo: la difesa a tre attenderà ancora? Quella ideale, sì.







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