Sensi, fondamentale il suo ritorno. Con lui, Inter a due velocità

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17 Novembre 2019, 11:11
Stefano Sensi Lugano-Inter
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Stefano Sensi è tornato a giocare contro il Borussia Dortmund, ad un mese dall’infortunio patito con la Juventus. Nonostante abbia giocato solo 22′ contro i gialloneri, ha comunque fatto vedere (di nuovo) perché è fondamentale il suo rientro in pianta stabile.

AMORE A PRIMA VISTAStefano Sensi ha fatto innamorare molti tifosi nerazzurri sin dai primi palloni toccati al suo esordio assoluto, Inter-Lecce 4-0 del 26 agosto 2019 (qui la nota tattica). Un amore cresciuto di minuto in minuto, e deflagrato poi al 24′. Un suo tiro da fuori viene ribattuto: Sensi non si arrende, recupera subito il pallone, ne salta due e scocca un rasoterra micidiale sul secondo palo. A livello statistico, il primo gol con la maglia dell’Inter, a livello tecnico molto di più. Perché già in quei primi 25 minuti Sensi aveva messo in luce le sue sopraffine doti tecniche, fatte di tocchi veloci e pensiero verticale. Non a caso, già dopo i primi allenamenti estivi, Antonio Conte arrivò a dire: «Stefano è unico, in due secondi sa già cosa voglio. Lui vede il calcio prima di tutti».

UNA VISIONE DIFFERENTESensi si è inserito benissimo in nerazzurro, dando l’impressione di voler scrollarsi di dosso il tempo trascorso nella provincia del calcio italiano. Un aspetto del suo calcio colpisce da subito, ed è la verticalità. Sensi gioca a testa alta, e pensa gioco in verticale, l’imperativo è avvicinarsi alla rete il più possibile. Verticalità che si pone in netto contrasto con le ultime due stagioni dell’Inter: il gioco di Luciano Spalletti faceva maggiormente leva sullo sfruttamento delle fasce laterali. Sensi, invece, non disdegna affatto di percorrere la corsia centrale, saltando il pressing avversario con filtranti destinati alle punte. E questo si vede anche dai movimenti, come dimostra il gol segnato contro l’Udinese (qui l’articolo).

RITMO DIVERSO – Sensi gioca calcio a testa alta, la porta avversaria come stella polare a tracciare la direzione da seguire. Questo è un elemento fondamentale per il gioco dell’Inter, innanzitutto perché offre un complemento a Marcelo Brozovic in fase di costruzione. Come visto spesso quest’anno, il croato è il primo bersaglio del pressing avversario: se viene limitato lui, la fase offensiva nerazzurra rallenta e arrugginisce. Ecco quindi che Sensi, che ha una visione verticale decisamente più affinata di Brozovic, si è da subito posto come regista aggiuntivo della squadra e, in sua assenza, è emerso Stefan de Vrij (qui il focus). Ma a rendere davvero l’ex Sassuolo un giocatore fondamentale per Conte è il suo ritmo di gioco. Sensi sembra avere mezzo tempo in più rispetto agli altri 21 in campo, vede calcio con molti secondi d’anticipo sugli altri. Ecco perché il suo ritorno è essenziale per riportare un’importante dose di imprevedibilità all’Inter di Conte.


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