Sassuolo-Inter, Candreva ignorato: ormai è uno di troppo

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21 agosto 2018, 00:00
Candreva

Non sarà sfuggita a molti una delle scelte di Luciano Spalletti durante Sassuolo-Inter: non mettere dentro Antonio Candreva. Il numero 87, reduce da una stagione pessima, è rimasto nonostante l’interesse del Monaco nella trattativa per Keita Baldé Diao, ma per lui sembra esserci poco spazio.

IN FONDO ALLE GERARCHIE – Con l’Inter sotto 1-0 contro il Sassuolo nella ripresa c’era la necessità di rimontare la partita e aggiungere maggiori soluzioni offensive. Escluso l’inevitabile cambio di Dalbert Henrique, di gran lunga il peggiore in campo, a Luciano Spalletti restavano due sostituzioni a gara in corso per cambiare le cose: è entrato Keita Baldé Diao (debutto non certo indimenticabile) al 65′ e l’ultimo cambio, quello della disperazione, è stato Yann Karamoh all’86’. Una scelta forte quella di puntare sul francese classe 1998, che venerdì pareva destinato al Parma, non tanto per quanto poi avvenuto sul terreno di gioco del Mapei Stadium di Reggio Emilia negli ultimi istanti di Sassuolo-Inter, poco e niente, quanto perché ha fatto capire come Antonio Candreva ormai sia diventato l’ultima scelta come esterno offensivo.

MAI PIENAMENTE APPREZZATO – Non può certo essere una notizia inaspettata: il numero 87, arrivato due anni fa dalla Lazio per venticinque milioni di euro (fortemente voluto da Roberto Mancini, che ha rescisso pochi giorni dopo…), ha avuto alcuni discreti spunti nella prima stagione ma tutti concentrati fra ottobre e aprile (otto gol complessivi, sei in Serie A), cominciando malissimo e chiudendo in maniera altrettanto pessima nel crollo verticale di fine campionato, con punto più basso il rigore sbagliato nel finale contro il Genoa alla quartultima giornata. Il 2017-2018 è iniziato con alcune buone prestazioni (ancora nel derby, con l’assist per l’1-0 di Mauro Icardi dopo aver fatto gol al Milan in entrambe le sfide del 2016-2017) e otto passaggi vincenti per i compagni, ma dopo aver permesso ancora a Icardi di pareggiare momentaneamente la sfida contro l’Udinese del 16 dicembre Candreva si è fermato: non solo non ha più fornito assist, ma non ha più nemmeno segnato e di fatto non ha mai raggiunto la sufficienza nella seconda parte del torneo, tanto che nell’ultima giornata con la Lazio una delle svolte per la rimonta finale è stata la sua sostituzione al 61′ con Éder Citadin Martins. Il dato che si ricorda maggiormente del suo ultimo anno è ovviamente lo zero alla voce gol segnati (con ventitré tiri nello specchio), ma pure quello dei cross sbagliati non scherza: duecentoventisette su duecentoottantotto tentati (il 79%!) in campionato, più altri dieci (su altrettanti tentati) nell’unica presenza in Coppa Italia.

L’ORA DI CAMBIARE? – Nelle scorse settimane si pensava che Candreva potesse essere inserito in uno scambio di prestiti con Keita, spedendolo al Monaco, poi invece la trattativa per il senegalese si è conclusa da sola ma le prime indicazioni di Spalletti sembrano piuttosto chiare: per l’esterno romano, contando che in estate è arrivato anche Matteo Politano, di opportunità non potranno essercene tantissime. Magari potrà essere utilizzato in alcune situazioni dove bisognerà fare turnover per gestire i tre impegni stagionali, ma il suo ruolo di titolare indiscusso visto nelle prime due stagioni (solo sette volte su settantasei giornate non è partito dal primo minuto, e in appena due di queste non è stato utilizzato nemmeno a gara in corso) appare ormai un lontano ricordo nemmeno troppo rimpianto dai tifosi, con cui più volte si è beccato nella scorsa stagione. Per l’Inter, e forse anche per lo stesso Candreva, l’idea di cambiare squadra andando in un paese dove la sessione estiva di calciomercato è ancora in corso (il Monaco può essere ancora una soluzione) può essere la soluzione migliore per tutti.







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