Editoriali

Santon, Pandev e Ranocchia: un passato nerazzurro che è giusto ricordare

Davide Santon, Goran Pandev e Andrea Ranocchia hanno annunciato il ritiro dal calcio giocato in questi giorni. Chi prima, chi dopo, sono tutti passati da Milano, sponda nerazzurra. Tutti e tre hanno vinto e gioito, ma anche pianto, con la maglia dell’Inter.

PASSATI DA MILANO – Questi giorni di pausa dal campionato hanno portato comunque delle notizie interessanti. E anche un po’ tristi. Basti pensare a tre giocatori che negli scorsi giorni hanno annunciato il ritiro: Davide Santon, Goran Pandev e, nella giornata di ieri (qui i dettagli) anche Andrea Ranocchia. Tutti e tre hanno in comune un passato nerazzurro. E tutti e tre sono più o meno ricordati dai tifosi nerazzurri, per i più svariati motivi.

SANTON, PANDEV E RANOCCHIA: UN TUFFO NEL PASSATO

 

SANTON, IL “BIMBO” PRODIGIO –  Davide Santon, terzino sinistro classe ’91. A posteriori si può parlare di rimpianto, vista la carriera avuta. Santon ha annunciato il ritiro a causa dei continui problemi fisici che lo hanno tempestato negli ultimi anni. I tifosi probabilmente se lo ricordano per il suo esordio in Champions League, contro il Manchester United, il 24 febbraio 2009. Davanti a quello che gli addetti ai lavori definivano all’epoca un “bimbo prodigio“, c’era un Cristiano Ronaldo in rampa di lancio. Il match terminò con il punteggio di 0-0, e Santon riuscì a contenere CR7 per tutto il match. Mica male per un giovane pescato dalla primavera. La stagione successiva, Santon fece parte della squadra che vinse tutto. Poi, nel gennaio 2011, il primo prestito al Cesena. Ad agosto dello stesso anno, viene ceduto al Newcastle United a titolo definitivo.

Riabbraccerà la casacca nerazzurra nel febbraio 2015, collezionando 50 presenze, lasciando nuovamente Milano 3 anni dopo, in quel famoso scambio che portò a Milano il ninja Radja Nainggolan. Un giocatore mai sotto i riflettori, ma sempre dedito alla causa.

PANDEV, IL TALENTO MACEDONEGoran Pandev. Un nome che ancora oggi viene ricordato con gioia dai tifosi nerazzurri. Prelevato dalla Lazio nel gennaio 2010, l’attaccante macedone è ricordato per il bellissimo gol su punizione realizzato nel derby di Milano il 24 gennaio 2010. Mourinho insistette per lasciargli battere la punizione prima del cambio. Ed ebbe ragione. Altro acuto del macedone fu nella stagione 2010-2011, negli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco. L’ex numero 27 regalò la qualificazione ai quarti di finale, segnando un gol all’ultimo minuto in casa dei tedeschi per il 2-3 finale, dopo una partita ai limiti dell’assurdo. Il mancino di Pandev se lo ricordano bene, i tifosi nerazzurri. Che sempre lo hanno accolto con applausi quando il macedone ha calcato il prato di San Siro da avversario. Perché Pandev è uno degli eroi del triplete, e come tale veniva trattato.

RANOCCHIA, L’INTERISMO PUROAndrea Ranocchia. Probabilmente dei tre il suo è stato l’addio più spiazzante per gli interisti. Dopo l’infortunio al perone subito nel match contro il Napoli di inizio campionato, Ranocchia ha prima rescisso il suo contratto con il Monza, per poi annunciare il ritiro tramite un video pubblicato sul suo profilo Instagram. Ranocchia arrivò in una Milano fredda e appena scottata dall’esonero di Rafa Benitez, sostituto di Mourinho, e dall’arrivo sulla panchina nerazzurra di Leonardo, rossonero di cuore. Un decennio vissuto a Milano, tra alti e bassi, tra titolarità, panchine e prestiti. Cambi di proprietà, di allenatori, di dirigenti.

Ma Ranocchia c’era sempre. E sempre ha dato tutto per la maglia. Il suo impegno è stato ripagato con lo scudetto vinto nella stagione 2020-2021. Forse non uno dei più grandi difensori che siano mai passati da Milano, ma sicuramente uno dei più interisti. E che sempre ha trasmesso il suo interismo a chi non riusciva a capirlo a fondo.

 

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