San Siro trema, poi si svuota: Spalletti fa 4 su 4. Inter, basta accontentarsi!

Articolo di
12 dicembre 2018, 18:00
Inter

L’Inter di Luciano Spalletti si ferma sul più bello e viene eliminata dalla Champions League. Tra il racconto della serata da incubo di ieri sera e l’immediato futuro: cosa hanno sbagliato i nerazzurri? Cosa fare ora?

SILENZIO FINALE – La testa bassa, il viso coperto dalla sciarpa e lo sguardo perso. San Siro è ormai vuoto, sugli spalti resta chi non vorrebbe mai andar via, soprattutto in una serata così. Ti guardi intorno e cerchi conforto, ma sono tutti come te: persi e consapevoli che poteva finire in tutti i modi, ma non così. Così fa maledettamente male.

SAN SIRO TREMA – La serata non nasce negativamente. Le luci degli oltre 60 mila a San Siro, l’Inter che inizia bene, attacca e sfiora la rete, il boato per il gol del Barcellona. San Siro che torna a tremare dopo quella notte di settembre contro il Tottenham. Poi il black-out: Kwadwo Asamoah perde palla, innesca il contropiede del PSV Eindhoven e Hirving Lozano di testa porta in vantaggio gli ospiti.

CAOS GENERALE – L’Inter sbanda. Il PSV sfiora anche il raddoppio, ma Samir Handanovic salva. I nerazzurri cercano il pareggio, ma in maniera confusionaria. Lo sguardo cade sul tabellone troppo spesso: un pareggio del Tottenham complicherebbe tutto. Bisogna segnare per primi in questa sfida a distanza e poi cercare il gol vittoria. Serve pareggiare prima che tutto si trasformi ancora una volta in uno psicodramma. L’Inter è però nervosa, sbaglia. San Siro mugugna, poi incoraggia, poi mugugna ancora. La squadra non aiuta. Terminano i primi 45 minuti e l’incubo sembra materializzarsi.

PERCHÉ FERMARSI? – Nella ripresa il canovaccio è lo stesso. Il PSV pensa solo a innervosire pubblico e giocatori riuscendoci benissimo. Luciano Spalletti in ritardo inserisce le punte e guarda caso arriva il pareggio di Mauro Icardi. San Siro esplode. Mancano 20 minuti e l’Inter si ferma. Perché fermarsi? Perché non prendere subito il pallone e spinti dal pubblico cercare la rete del vantaggio? Ok, in quel momento il pareggio bastava per raggiungere gli ottavi di finale, ma al Tottenham bastava solo un gol. Meglio insistere, gli olandesi erano ormai alle corde e una rete nella peggiore delle ipotesi avrebbe garantito una mancata qualificazione con onore. Gli ultimi minuti invece sono una lenta agonia. Sono gli ospiti ad avere la palla. I nerazzurri con la disperazione cerca l’ennesimo miracolo sportivo, ma non arriva. Fischio finale. L’Inter è fuori dalla Champions League meritatamente.

MANCATO CORAGGIO – Dopo il pareggio l’Inter ha smesso di giocare. Si è accontenta così come aveva fatto a Londra, a Roma e a Torino venerdì sera. Risultato? Gol del Tottenham ed eliminazione. Passino Londra e Torino perché tra mancanza di esperienza e forza dell’avversario si può sbagliare, ma quattro su quattro no. C’è un problema. Nessuno chiede all’Inter di vincere il campionato o la Champions. All’Inter si chiede, almeno in questo che considero l’ennesimo (ultimo?) anno di transizione, di provarci sempre. Di dare tutto. Questo è mancato ieri. Serviva una vittoria contro il PSV, mica il Barcellona di Pep Guardiola stile 2010.

ESPERIENZA – Il primo obiettivo è andato. La scusa della quarta fascia non regge. Hai avuto due match-ball e li hai buttati via entrambi. Hai dimostrato di potertela giocare con chiunque, ma nel momento più importante sei caduto nel più classico dei capitomboli. Certo, questa squadra mancava di esperienza, per molti era la prima grande manifestazione e fa specie che a tradire siano stati i più “esperti”: Asamoah, Radja Nainggolan (assente causa infortuni ripetuti) e Ivan Perisic. Ma l’amaro in bocca è tanto perché bastava un pizzico di voglia di vincere in più per raggiungere un grande obiettivo.

COSA FARE – Ora torna il campionato. L’Udinese a San Siro non evoca certo piacevoli ricordi. L’esperienza in Champions non deve lasciare solo rammarico, ma consapevolezza ed esperienza. Ora è il tempo di guardarsi negli occhi e rialzarsi. La rosa c’è, l’obiettivo (miglioramento del quarto posto) è alla portata, ma ora non è più il momento di accontentarsi. È l’ora di andare oltre e continuare a crescere, per meritarsi gli applausi di San Siro e non viceversa. Transizione ok, ma con onore.

Condividi questo articolo

Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer





ALTRE NOTIZIE