Perisic e Nainggolan, pupilli di Spalletti e chiavi per l’Inter in Champions

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23 febbraio 2019, 19:17
Nainggolan Perisic Brozovic Lautaro Martinez

Ivan Perisic e Radja Nainggolan sono notoriamente due pupilli di Luciano Spalletti e, ora più che mai, devono ripagare la stima del tecnico nerazzurro per portare l’Inter in Champions League

GLI AMICI SI VEDONO NEL MOMENTO DEL BISOGNO – Alla vigilia della trasferta di Firenze contro la Fiorentina dell’ex Stefano Pioli, l’Inter di Luciano Spalletti è chiamata a respingere gli assalti delle inseguitrici nella lotta al terzo-quarto posto per la qualificazione alla prossima Champions League: il Milan si è portato a un solo punto di distacco e la Roma è impegnata a Frosinone in quello che, sulla carta, rappresenta impegno da tre punti. La distanza di sicurezza comincia a ridursi pericolosamente e i nerazzurri non possono vanificare quanto di buono fatto nel girone d’andata prima che l’extra campo prendesse la meglio sul campo. Ormai si sa, il caso Mauro Icardi tiene banco e non è dato sapere quando e se l’argentino tornerà mai a essere a tutti gli effetti pienamente abile e arruolabile soprattutto da un punto di vista ambientale e psicologico. Spalletti, il tecnico con cui l’ex capitano nerazzurro ha ottenuto il record di 29 reti in Serie A, si ritrova così al rush finale della stagione senza il bomber sul quale era stata costruita la rosa interista. Non tutti i mali, però, vengono per nuocere: l’Inter nel frattempo ha lanciato definitivamente un Lautaro Martinez combattivo, caparbio e perfettamente calato nel mondo nerazzurro per il conseguimento degli obiettivi prefissati dalla società. Ecco quindi che la chiave del finale di stagione nerazzurro sarà quella di creare stabilmente un asse di combinazioni sempre più collaudato tra l’ex Racing e i due pupilli del tecnico di Certaldo: Ivan Perisic e Radja Nainggolan.

IL RITORNO DEL TERRIBILE – Il croato ex Wolfsburg, che con Spalletti l’anno scorso ha toccato quota 10 sia a livello di gol che di assist, è un pallino del tecnico nerazzurro già da prima del suo arrivo a Milano nel giugno del 2017: fu proprio lui infatti a trattenerlo all’Inter in un momento in cui la negativa stagione nerazzurra alle spalle e il corteggiamento del Manchester United di José Mourinho facessero pensare a un addio ormai scritto. Perisic, dopo la partenza sfumata a fine gennaio per mancanza di offerte concrete dalla Premier League, ha mostrato una condizione fisica e uno stato psicologico via via crescenti dalla partita contro il Bologna, passando per Parma e l’assist a Danilo D’Ambrosio contro la Sampdoria, fino ad arrivare al gol con assist a Matteo Politano giovedì sera contro il Rapid Vienna. Il croato è in ritardo nei numeri alla casella di gol e assist, ritardo che dovrà necessariamente essere compensato nel finale di stagione.

NINJA, ORA PENSACI TU – Il belga ex Roma, anche lui notoriamente stimatissimo da Spalletti, è arrivato a Milano su indicazione del tecnico nerazzurro (spalleggiato dalla dirigenza) dopo che sotto la sua gestione nel 2016/17 aveva disputato una stagione da applausi nel ruolo di incursore alle spalle di Edin Dzeko. Dopo la prima metà di stagione fortemente negativa tra infortuni ed extra campo che, contestualmente all’esplosione in giallorosso di Nicolò Zaniolo (rientrante nell’operazione insieme a Davide Santon), avevano contribuito a bollare come “fallimentare” il suo acquisto, anche Nainggolan ha mostrato segni di risveglio culminati con il pesante gol del 2-1 segnato alla Sampdoria e una condizione fisica in netto miglioramento nelle ultime uscite.

LE CHIAVI DI LUCIANO – Non è un caso che l’Inter abbia perso la ghiotta opportunità di sollevare la Coppa Italia senza passare da Juventus e Napoli proprio quando Perisic e Nainggolan, peraltro oltre a Keita Baldé, erano fuori uso (chi causa mercato, chi complice uno stato psicofisico ancora scadente sbagliava il calcio di rigore decisivo). Ora quindi tocca a loro: i due pupilli di Spalletti devono ricambiare la sua stima portando l’Inter in Champions League. Servono i loro gol, i loro assist e i loro “strappi” (come ama dire il tecnico toscano) per supportare Lautaro Martinez, in assenza di Icardi, e tagliare il traguardo di fine stagione con l’obiettivo centrato per il secondo anno consecutivo nel biennio spallettiano. A prescindere da cosa riserverà il futuro, per tutti quanti. La priorità è l’Inter, a giugno si vedrà. Beppe Marotta docet.

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