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Perché è sbagliato dire che Lukaku non ha prezzo (ma non decide l’Inter)

Lukaku è talmente troppo importante per l’Inter da non riuscire forse a valutare il suo reale valore di mercato. Un valore non solo tecnico ma anche umano. Ma è un valore che, come per tutti gli altri calciatori, corrisponde a un prezzo che può essere soddisfatto da qualcuno (ricco…). Le decisioni nel calciomercato si prendono in tre, in questo caso basta quella decisiva

NON SI FANNO PRIGIONIERI – Tutto ha un prezzo nel mercato. Vale per gli oggetti, vale per i professionisti che producono una prestazione lavorativa tangibile (anche) per le casse aziendali. Il mercato dei calciatori non è escluso da questa legge. Certo, qualcosa differisce. Ad esempio, la rigida legge della domanda e dell’offerta smette di avere importanza di fronte alla più mite volontà dell’essere umano. Tradotto: se non c’è il consenso del calciatore C al trasferimento da una società A a una società B, non c’è proposta D che regga. Per introdurre il limbo in cui si (ri)trova Romelu Lukaku è necessario questo incipit. Nei giorni scorsi abbiamo scritto che il centravanti belga sarebbe tornato a Milano per dimostrare di non avere prezzo (vedi focus). La situazione non è cambiata perché è tutto nelle mani di Lukaku. L’Inter funge da spettatrice interessata. Oggi non ci sono prigionieri con i contratti di prestazione sportiva: se ci sono i margini per cambiare condizioni o società, tutto è possibile. Bisogna essere contenti in tre, però.

Lukaku, cifre raddoppiate post-biennio Inter?

PRENDERE O LASCIARE – Lukaku deve dimostrare di non avere prezzo perché lo status di “incedibile” può affibbiarselo da solo. E può auto-dichiararsi tale solo attraverso una combinazione di azioni: rifiutando qualsiasi destinazione che non preveda indossare la maglia dell’Inter e non chiedendo l’adeguamento contrattuale prima del 30 giugno 2022. Senza questa doppia presa di posizione è doveroso considerare Lukaku “cedibile” o comunque sul mercato. Perché, come tutti, anche Lukaku ha un prezzo. Un prezzo che può essere deciso dall’Inter, ma non è l’Inter a decidere se cederlo o meno. Il Chelsea può spingersi verso cifre immorali sia per il cartellino (130 milioni di euro?) sia per l’ingaggio (15 milioni netti annui?). Se Lukaku accettasse la proposta contrattuale ipotizzata dall’Inghilterra, l’Inter dovrebbe farsi da parte perché impossibilitata ad avvicinarsi a quelle cifre. Semplice: se Lukaku decide di andare via, l’Inter non può opporsi a questa volontà e può solo puntare a ricavare il più possibile. E di questi tempi l’Inter non ha la forza finanziaria per tirare troppo il prezzo, nonostante abbia già sacrificato Achraf Hakimi per “questioni di bilancio”. La plusvalenza fatta nel 2021 con un calciatore 28enne non potrà più essere replicata in futuro. Lukaku è l’asset a maggior rischio svalutazione, oggi.

L’Inter deve aspettare la decisione definitiva

LUKAKU NEL LIMBO – Che la cessione del numero 9 possa essere un’affare in tripla cifra era già noto prima. Ovviamente, più passa il tempo più l’Inter può alzare la posta perché cedere Lukaku ad agosto inoltrato complicherebbe non poco i piani di mercato per rimpiazzarlo in attacco (con chi?). Non si tratterebbe di una scelta tecnica, assolutamente. Ma tutte le parti coinvolte devono prendere una decisione che tenga conto di tutti i fattori coinvolti. Lukaku per l’Inter è insostituibile ma allo stesso tempo rischia di essere un lusso da non riuscire più a trattenere, soprattutto controvoglia. Finora il classe ’93 belga non ha mai mostrato insofferenza nella permanenza a Milano, anzi. Lukaku sembra sempre più convinto di fare grandi cose in maglia nerazzurra anche senza Antonio Conte in panchina. E Simone Inzaghi spera vivamente di non dover reinventarsi un’Inter senza il suo principale leader. Eventuali ulteriori rilanci del Chelsea possono scombinare i piani comuni. A decidere il futuro di Lukaku è solo Lukaku, con buona pace dell’Inter. A certe cifre viene chiesto un atto d’amore esagerato e qualsiasi scelta venga fatta dovrebbe essere rispettata, sia lato società sia lato calciatore. La direttiva della società è non svendere, mica fare prigionieri: oggi solo Lukaku può decidere di essere incedibile per l’Inter.

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