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Oriali e Zanetti non giocano Inter-Genoa e non c’entra il mercato né la storia

Oriali e Zanetti sono i protagonisti della vigilia di Inter-Genoa e rischiano di esserlo anche nel giorno della partita, perché le polemiche ormai sono più interessanti del campo. La situazione nerazzurra va incontro a continue inutili scissioni tra storia e lavoro, quest’ultimo termine inteso come reale “azione” da adottare nel calcio business moderno. Nulla di nuovo, ma dispiace un po’ di più stavolta. L’ambiente nerazzurro adesso ha solo bisogno di ricompattarsi attraverso l’obiettivo comune, che può anche essere la fiducia reciproca al di là della vittoria

BASTA BANDIERE – Parlare di calcio di questi tempi risulta sempre più difficile. Praticamente impossibile in periodo di calciomercato, che è un mondo a parte. Eppure bisogna sforzarsi. Ancora di più oggi, che inizia ufficialmente la stagione 2021/22 del calcio italiano. L’Inter debutta a San Siro ritrovando – in parte – i suoi tifosi sugli spalti e lo scudetto cucito sul petto della nuova maglia. Le novità sono tante, dagli sponsor ai calciatori, passando per l’allenatore in panchina. Il lavoro di Simone Inzaghi in queste prime settimane nerazzurre ad Appiano Gentile non dà titoli. Nemmeno giornalistici. Si è scelto il basso profilo. Bassissimo. La scelta forse è destinata a pagare nel corso della stagione, così da non caricare di inutili pressioni il nuovo arrivato. L’eredità di Antonio Conte era pesante già vissuta dall’esterno, figuriamoci dall’interno. Dall’interno dove non presenzierà più la bandiera Lele Oriali, congedato a meno di 24 ore da Inter-Genoa con una fredda nota. Freddissima (vedi comunicato). Aver “sollevato dall’incarico” Oriali tra i tifosi (e anche qualche addetto ai lavori…) ha creato il solito malumore autolesionistico che non serviva prima, figuriamoci a ridosso della prima partita stagionale. Il commento di Javier Zanetti (vedi post) ha completato l’opera pre-partita: le futili polemiche prima – gerarchicamente – del campo, inteso anche come argomento.

Oriali e l’Inter, una (bella) storia finita già da tempo

FAZIONI OPPOSTE – Riavvolgendo il nastro, l’addio di Oriali non stupisce. Se non per le tempistiche, tardive rispetto alla decisione presa. L’ormai ex First Team Technical Manager dell’Inter ha scelto di seguire la linea Conte dopo aver (ri)vinto lo Scudetto da protagonista dietro le quinte. Non c’entra il successo a Euro 2020 con la Nazionale Italiana del CT Roberto Mancini, con cui Oriali continuerà il suo ottimo lavoro azzurro. La decisione di Oriali, che di fatti si è auto-licenziato, era maturata contestualmente a quella di Conte. Facendolo capire benissimo con alcune dichiarazioni fin troppo pepate per poter restare con due piedi in una scarpa già nel finale di stagione passato (maggio, ndr). Scelta da rispettare, sia chiaro. Come la scelta di Zanetti di ringraziare e salutare pubblicamente uno degli interisti più vincenti – in più ruoli – della storia nerazzurra. Ma anche in questo caso, prendendo insieme al “caso Oriali” le parole dello stesso Zanetti alla vigilia di Inter-Genoa di Serie A (vedi dichiarazioni), stona un po’ il tutto. Un bel po’.

Inter-Genoa deve diventare l’argomento del giorno

SOLO LA MAGLIA – Sarà un anno difficile, è vero. Ma quale non lo è mai stato nella storia dell’Inter? Solo che dal Vice-President ci si aspetta che venga seguita la stessa linea della società, quella che ormai fa capo all’AD Sport Beppe Marotta in Italia. Perché la linea della società può anche essere diversa da quella della proprietà. E sotto lo stesso tetto non ci possono essere bandiere più “interiste” di altre per meriti storici. All’Inter oggi è necessario che tutti si sentano parte della stessa famiglia, altrimenti è meglio separarsi. Vale per i calciatori in tempi di mercato aperto, vale per gli allenatori prima e dopo. E vale anche per i dirigenti, sempre. A prescindere dall’essere bandiera o meno. Oriali e Zanetti oggi fanno altro. Non giocheranno Inter-Genoa con la maglia nerazzurra addosso. Inzaghi a centrocampo potrà schierare Matteo Darmian e Nicolò Barella (vedi probabili formazioni), aspettando l’inserimento di Denzel Dumfries e le ultime novità di mercato. Non c’è tempo per le polemiche esterne, ancor meno per quelle interne. Non c’è mercato né storia che tenga. Grazie per il passato, ma serve pensare al presente (e poi pure al futuro, magari…). Conta solo la maglia nerazzurra, oggi ancora di più. Forza Inzaghi, forza Inter!

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