Non smettete di criticare l’Inter! Conte a Napoli sguazza nei suoi difetti

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7 Gennaio 2020, 13:17
Conte Lukaku Napoli-Inter
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L’Inter rompe col passato e schianta il Napoli fumoso di Gattuso. I nerazzurri rimangono in testa con la Juventus, Lukaku e Lautaro Martinez continuano a segnare, il mese di dicembre è già alle spalle e il nuovo anno pare iniziato alla grande. Cosa potrebbe andare storto? Smettere improvvisamente di criticare questa squadra.

CHAPEAU – È stato già detto che l’Inter si trova in testa alla classifica col mese di dicembre alle spalle? Bene, meglio sussurrarlo a bassa voce, o rischieremmo di svegliare il temibile Generale Inverno. Ma poco importa. L’Inter esce dal San Paolo con lo scalpo del Napoli e inaugura il nuovo anno solare con una vittoria serena, sorridente ed entusiasmante. Una vittoria storica, che rompe un tabù lungo oltre ventidue anni, e che proietta i nerazzurri verso orizzonti stellari. La squadra è cinica, attenta, palpitante e fin troppo razionale per essere credibile. Ma ormai con Antonio Conte dovremmo aver fatto il callo, e anche il tifoso medio pare in grado di decodificare e leggere determinati atteggiamenti dell’Inter. In particolare dei due attaccanti, Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, quando aprono le narici per avvertire l’odore del sangue.

FORMATO TRASFERTA – Otto vittorie e un pareggio lontano da San Siro, più una vampata di rammarico per la rete stronca-entusiasmi di Dusan Vlahovic, al quale l’Inter ha concesso la bontà di una serata di gloria. Non male per una squadra che continua a cavalcare le sue stesse difficoltà, e che anche quando le feste portano in dote recuperi tanto attesi, trova il modo di danzare con l’emergenza (QUI e QUI il motivo). Ma chi vogliamo prendere in giro! L’Inter è assolutamente consapevole del proprio percorso, nonostante i ripetuti tentativi di trovarne difetti, vizi di forma e ruvide scanalature. La squadra vive e si ciba delle nostre critiche e dei suoi presunti limiti oggettivi.

RIBALTONE – Non smettiamo di criticarla, ma non si dica a Conte che l’Inter predica un calcio difensivo! Ha il nervo notoriamente scoperto, potrebbe azzannarvi alla prima emissione di fiato. I nerazzurri giocano un calcio semplice, anche scontato, ma forse proprio per questo difficilissimo da replicare e fronteggiare. Il Napoli commette errori da matita viola, l’Inter ringrazia e vince. Pare davvero strano osservare le tendenze cannibali di chi, nelle ultime stagioni, ha finito per sciogliersi nei suoi stessi acidi. Come diceva Giovanni Falcone, che ispirò Davide Nicola in conferenza prima dello storico Crotone-Lazio del 2017, «non è detto che se le cose stanno in un modo, debbano per forza andare in quel modo». Fa specie, dopo che per anni siamo stati abituati a vedere certe facce assuefarsi alla sconfitta, vedere Samir Handanovic e Antonio Candreva uscire con le divise limpide e luccicanti da Napoli. Dove l’Inter non festeggiava dal 1997.

AMULETI – Cosa mancava a questa Inter per diventare maggiorenne? Probabilmente la serenità in determinate vittorie, critica storicamente mossa a qualunque squadra abbia bisogno di ‘farsi’ e sgrezzarsi. Ma l’Inter non ha soltanto ridotto il gap col Napoli, rivale scomodo della Juventus nelle ultime stagioni, e Lukaku non è soltanto una ‘pippa’, come Conte ha ironizzato a Sky. Nel dopogara, chiedevo a mio padre (annata 1966) se avesse memoria di una vittoria così spietata, larga e ineccepibile dell’Inter a Napoli. Mi ha risposto di no, ma stento ancora a credergli. O ha pessima memoria, come continuo ad augurarmi toccando ferro e altri oggetti timidamente superstiziosi, oppure questi ragazzi hanno davvero intenzione di giocarsela fino in fondo.


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