Nazionale anno zero. Mentre la Serie A si rialza, l’azzurro vola basso

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11 settembre 2018, 16:38
Mancini

La Nazionale di Mancini non vive di certo un bel periodo, soprattutto dopo la sconfitta in Portogallo. Paradosso azzurro rispetto alla crescita della Serie A, che torna nel weekend con l’Inter impegnata in casa contro il Parma

IL LATO OSCURO DEL CAMPIONATO – Il contrappasso è di quelli lampanti. Per una Serie A che ricomincia timidamente a riscuotere interesse, vedi arrivo di Cristiano Ronaldo (ma mettiamoci pure Ancelotti, la rinascita milanista e rafforzamenti vari di organico) la Nazionale Italiana scivola miseramente nei ranking vari e negli ascolti TV. Il messaggio del CT è altrettanto chiaro: dimenticate il risultato, qui occorre elmetto da cantiere e pettorina arancione, i lavori sono e saranno a lungo in corso, importa nulla (al netto delle frasi di circostanza) di amichevoli mascherate da League di qualcosa, qua serve vedere all’opera schemi e persone per cercare di isolare il gene dell’azzurrabilità tra i tanti carneade o quasi sparsi nei club (e, perlopiù, nelle loro panchine). L’appello, d’accordo, ci sta tutto, fate giocare gli italiani, ma chi ci crede? Tutti a farci giù titoli ed editoriali, ma l’ultimo degli scafati sa bene che sono belle parole con poca sostanza. I club ormai non hanno voglia di rispettare l’azzurro, specie da quando anche le proprietà hanno cominciato a parlare inglese, cinese, indonesiano (e diosaquale lingua parli un fondo d’investimento).

IL SOLITO CASO BALOTELLI – Tanto per ingarbugliare la matassa mediatica, Mancini ha pensato bene di dar nuove chance a Super (insomma…) Mario, con conseguente scia di opinionismi pro-contro (Sacchi, Boniek, Raiola, etc etc). Le argomentazioni anti Mario sono inattaccabili. Il sovrappeso, l’indolenza congenita, in un momento come questo di ferite aperte, sono come sale che brucia. Ma, di fondo, la scelta del CT non è peregrina. In questo momento serve qualsiasi appiglio, Balotelli viene da un biennio positivo e occorreva vedere se si poteva estendere alla Nazionale. Il campo ha parlato chiaro, Mario non ha ancora la forma fisico-mentale giusta per essere utile alla causa azzurra. Ma ciò che colpisce è come il dibattito attorno a lui si incendi da entrambe i lati, a testimonianza che se la Nazionale versa in cattive acque, l’ambiente circostante (e per ambiente, in materia di Nazionale, ci si riferisce al Paese tutto) non è da meno.

MANCINI TRA INCUDINE E MARTELLO – È vero, molte scelte, in queste due gare, sono apparse stravaganti, giocatori fuori ruolo persi in scelte tattiche contraddittorie. Ma a differenza di quasi tutti i momenti difficili della Nazionale, in cui si ravvisano vie d’uscita chiare ancorché non imboccate, in questo momento non si vedono alternative plausibili al lavoro di Mancini, il quale cerca di far crescere i talenti italici migliori, tra nuovi e seminuovi, rinunciando alla facile seduzione del blocco e dei senatori. E dopo vent’anni oggi assistiamo ad una Nazionale senza juventini, il che poi, inutile negarlo, collimi con uno dei momenti più bassi della storia recente azzurra. Ma occorre cercare nuove vie. In questo Mancini sembra la persona col carisma giusto, d’altronde si proveniva da un tale Ventura… Per fortuna che la sosta per le nazionali è finita e nel weekend torna la Serie A, in particolare l’Inter: dopo Bologna, nel mirino altri tre punti, stavolta contro il Parma!

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