Marotta all’Inter? Caos nei ruoli! Serve uno “alla Marotta” sì, ma attenzione

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2 ottobre 2018, 12:00
Marotta

Marotta sta infiammando il (calcio)mercato italiano senza aver nulla a che fare con il mercato, che tra l’altro è ancora chiuso. Il paradosso calcistico italiano raggiunge il culmine dopo lo scossone di casa Juventus e adesso si parla di Marotta all’Inter per più ruoli, quando in realtà l’unico ruolo che potrebbe ricoprire è vacante

MAROTTA MANIA – Da quando Beppe Marotta ha annunciato il suo addio alla Juventus, il nome del noto dirigente sportivo pluripremiato (in campo e fuori) è stato accostato – a torto o a ragione – anche all’Inter, che sul tema dirigenti è sempre molto attenta. La domanda, anzi, le domande sorgono spontanee: ma perché? Perché Marotta? Chi è Marotta? Marotta è l’uomo forte di cui ha bisogno l’Inter a livello dirigenziale? Probabile. Probabilmente sì. Sicuramente l’Inter ne ha bisogno da tempo e Marotta ha tutte le caratteristiche per esserlo (il suo CV parla chiaro non solo per gli ultimi successi alla Juventus). Ed ecco che serve una figura “alla Marotta” nell’Inter, ma nel ruolo di Marotta, non tanto per prendere uno. E qui cade il primo mito.

MAROTTA CON AUSILIO – Marotta è (stato) Amministratore Delegato e Direttore Generale della Juventus, doppio ruolo che negli anni lo ha portato a essere di troppo, sovrastato dalla sua stessa creatura, quel Fabio Paratici con cui spesso è stato “confuso” nel ruolo di direttore sportivo. Ed ecco che, dalla ragione (“prendere Marotta in dirigenza”), si passa al torto: Marotta non è un direttore sportivo né lo è mai stato, pertanto non è la figura che può sostituire Piero Ausilio, che già di suo in passato non si è fatto sovrastare dal “collega” Walter Sabatini, figuriamoci da un dirigente con altre mansioni… L’ipotesi Marotta post-Ausilio, quindi, è da scartare. Ausilio come Paratici con Marotta supervisore? Scorretto anche questo, ma un fondo di verità potrebbe esserci, guardando un po’ più in là all’interno dell’organigramma.

MAROTTA CON ANTONELLO – All’Inter da anni manca la figura del direttore generale, in pratica da quando Marco Fassone venne silurato per incongruenze con la figura di Michael Bolingbroke, amministratore delegato poi rimpiazzato dall’attuale Alessandro Antonello, che negli ultimi mesi ha scalato le gerarchie in casa Inter, diventando un punto di riferimento per tutta la società. In pratica la figura vacante in casa Inter è quella del direttore generale, non dell’amministratore delegato, infatti neanche la scrivania di Antonello dovrebbe tremare come si è detto in queste ore. Ma se né Ausilio né Antonello rischiano, chi potrebbe fare spazio a Marotta? Altro giro, altra cosa.

MAROTTA CON GARDINI – In teoria nessuno, proprio perché l’Inter è senza direttore generale in organigramma e Marotta andrebbe a colmare questa lacuna. In pratica, invece, Marotta andrebbe a gestire la società in più campi, perlopiù commerciali e finanziari, quindi qualche uomo (più di Erick Thohir che di Jindong Zhang, ovviamente…) potrebbe cadere, a partire dal silenzioso Giovanni Gardini, che dell’Inter è il Direttore Operativo, figura moderna e spesso affiancata a quella di Ausilio, anche dallo stesso Luciano Spalletti che li nomina in coppia come “direttori” anche quando l’argomento è il mercato, argomento sì di Ausilio, non di Gardini né di Marotta. Il discorso, quindi, è sempre lo stesso: a che serve Marotta all’Inter? Perché a qualcosa effettivamente serve (anzi, servirebbe…), ovvio, se no non se ne parlerebbe mica.

MAROTTA E L’INTER – Marotta come dirigente forte e nello specifico come direttore generale potrebbe dire la sua, affiancando Antonello in alcuni discorsi e dando – con la piena fiducia della proprietà Suning – l’OK ad Ausilio per completare alcune operazioni. Ma quindi Marotta è l’uomo giusto per l’Inter? A questa domanda è difficile dare risposta. Perché all’Inter serve un dirigente “senza cuore” e Marotta, dopo il trattamento ricevuto dalla Juventus non avrà più in briciolo di “emozione sportiva” da spendere in questo mondo, può essere il nome perfetto, ma lo stile Inter non si è mai sposato con lo stile Juventus e Marotta, nonostante le grandi competenze e conoscenze nel settore – come evidenziate dai successi avuti in carriera – è solo uno dei tanti che, prima di capire effettivamente cos’è l’Inter, dovrebbe ripulire la propria “fedina” e fare tabula rasa. Perché si sa: all’Inter vincere è importante, ma non è l’unica cosa che conta.







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