Mancini, l’Inter e i Somari

Articolo di
30 Ottobre 2015, 00:00
mancini
Condividi questo articolo

Si è concluso il turno infrasettimanale della Serie A, valido per la decima giornata di campionato. L’Inter esce vittoriosa dalla trasferta di Bologna non senza soffrire e, ovviamente, non senza polemiche. Le due cose sono ormai una costante da anni. Ma questa volta ci ha pensato Mancini a rincarare la dose.

ESPLOSIONI – La sfida tra Bologna e Inter ha fatto saltare in aria un po’ di cose. Prima di tutto la panchina di Delio Rossi. Ormai l’esonero era nell’aria da giorni e la sconfitta inflitta dalla squadra di Mancini ha emesso la sentenza: “Grazie di tutto Delio, ma è giunto il momento di salutarsi”. Curioso come ogni volta che ci sia di mezzo Ljajic, il povero Rossi venga congedato. Sarà un caso, visto che va tanto di moda dire così. Ma le esplosioni non finiscono qui, e i nervi del Mancio ne sanno qualcosa.

ASSIRI, BABILONESI E… SOMARI“C’era una volta la Mesopotamia – insegnavano alle scuole elementari – terra in cui viveva l’antico popolo dei Sumeri”. Da oggi i libri di storia potrebbero cambiare, non si studieranno più i Sumeri ma i Somari. Non sono un popolo, ma una classe. La classe degli arbitri, quelli che Mancini, per comodità e affetto, ha deciso di definire Somari. E così da oggi non diremo più: ″Quale arbitro hanno assegnato all’Inter?″, bensì ″quale Somaro arbitrerà l’Inter?″. Grazie mister, ci hai reso tutto più semplice.

IL MELO DELLA DISCORDIA – Ma qual è stato il motivo di tanto furore? L’ennesima espulsione di un giocatore nerazzurro. Va beh, direte voi, stiamo parlando di Felipe Melo… Vero, il brasiliano non è sicuramente nuovo a gialli e doppi gialli che diventano rossi. Ma questa volta l’espulsione appare un tantino ingiusta, o almeno è apparsa così agli occhi del suo allenatore, il quale non è rimasto indifferente all’accaduto e ha sbraitato contro Banti. Già, Banti… Lo stesso che in Inter-Fiorentina, da arbitro di porta, ha assegnato un rigore contro la squadra nerazzurra dopo solo due minuti. «Siamo sfortunati ogni volta che incontriamo lui», dirà Mancini a fine partita. Ironico e tagliente, oltre che stizzito per un modo di arbitrare secondo lui troppo fiscale: «Il calcio è un gioco maschio, i contatti esistono e non si può espellere un giocatore a partita». Sì, perché questa è esattamente la terza volta che l’Inter finisce la partita in dieci uomini. Anzi, questa volta in nove, visto che Banti decide di espellere anche l’indisciplinato Mancini. Troppo cattivi noi o troppo drastici loro? Ai posteri l’ardua sentenza.

IL FANTASMA DI MOU – Molti hanno rivisto nella sceneggiata di Mancini un qualcosa dell’allenatore portoghese. Mancavano solo le manette, e poi davvero avremmo rivisto lui. Ma è Mancini che si è immedesimato in Mourinho o è lo spirito di Mourinho che ultimamente sembra aleggiare un po’ troppo sulla Pinetina? Questa storia non avrà mai fine, finché esonero non ci separi.

GOODBYE ENGLANDCome avevamo già avuto modo di dire, il nostro Roberto Mancini al suo ritorno in Italia sembrava alquanto impermeabile alle polemiche arbitrali. L’Inghilterra lo aveva cambiato, dicevano… E dicevano male! Il Mancio ha illuso un po’ tutti, ma alla fine è tornato quello sfrontato e rabbioso di un tempo. Un bel segnale per tutti quegli interisti che si preoccupavano di un Mancini troppo disinteressato alla causa. Si altera l’allenatore nerazzurro, e lo fa anche con la sua squadra alla fine del primo tempo: «In realtà non c’era nemmeno molto da dire, non avevamo giocato per niente!». La strigliata è servita, l’Inter nel secondo tempo scende in campo con un piglio diverso, tira fuori orgoglio e personalità e grazie anche a una buona dose di fortuna porta il risultato a casa. L’inverno è vicino e i nerazzurri continuano a portare fieno in cascina, come disse lo stesso Mancini dopo la vittoria contro il Verona. Chissà se nella cascina ci sarà posto anche per i Somari, o Donkeys… Chiamateli un po’ come vi pare.


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato



tifointer






ALTRE NOTIZIE