Mancini, come si vince la paura della vetta?

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14 gennaio 2016, 12:00
mancini

Dopo la sconfitta subita per mano del Sassuolo a San Siro, la domanda che ogni tifoso nerazzurro si pone è la seguente: fa davvero male la vetta della classifica? Esiste una reale paura della vetta? La squadra è apparsa imprecisa e poco lucida sotto porta e ha mostrato qualche preoccupante svarione difensivo. Mancini è pronto a trovare il rimedio?

DIFFICOLTA’ – Cosa sta capitando a questa Inter che non riesce a fare il salto di qualità e ad allungare sulle dirette avversarie? Ce lo siamo chiesto un po’ tutti dopo il vantaggio del Sassuolo e la seconda sconfitta consecutiva in casa. Come sia possibile mancare in maniera così fragorosa gli appuntamenti decisivi? Solo perché si tratta della “Pazza Inter”? Non credo proprio.

MANCINI – Ammettiamolo, il tecnico jesino ci ha messo del suo cambiando spesso le formazioni e presentando poche volte il medesimo undici iniziale. Scelta coraggiosa e discutibile che probabilmente ha creato insicurezza nella squadra. Spesso i tanto reclamizzati “1 a 0” sono stati ottenuti per iniziative dei singoli e non per una coralità d’insieme, elemento indispensabile nel calcio moderno. Mancini ha sicuramente dato un’impronta più decisa rispetto al suo predecessore ma ora dovrebbe decidere come far giocare stabilmente la sua squadra. Un girone intero per capirlo credo sia più che sufficiente!

RITMO – Spesso la squadra non è apparsa brillante sotto il profilo della corsa e del ritmo. Nelle due ultime gare contro Empoli e Sassuolo la velocità maggiore degli avversari e’ sembrata evidente e questo fatto impone assolutamente delle veloci riflessioni: e’ necessario un richiamo atletico per qualcuno? Programmi di allenamento specifici? Doveroso recuperare brillantezza anche perché non ci sono le coppe europee e quindi la squadra può presentarsi al meglio in campionato.

PAURA – La vetta della classifica spaventa e mette inevitabilmente pressione. Si dice in giro che questa Inter non sia pronta per il traguardo finale. Non ci credo anche perché il parco giocatori e’ di assoluto livello, pur non disponendo di fuoriclasse assoluti. Tutti, a partire dal presidente Thohir, devono restare concentrati sull’obbiettivo finale ed è pericoloso ribadire in ogni circostanza che l’accesso alla prossima Champions League costituisca il “target” primario della stagione. Probabilmente con certi giocatori e’ utile alzare l’asticella delle aspettative per puntare poi a traguardi minori.

Sognare non costa nulla, avere traguardi ambiziosi nemmeno! Al massimo ci si può risvegliare bruscamente e capire che non e’ andata bene. Ma questo non deve capitare alla metà di gennaio dopo aver comandato la classifica per quasi tutto il girone d’andata. E’ tempo di far vedere il vero valore, mia cara Inter. Cattiveria e determinazione, mi raccomando, e nessuna paura!

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