L’ultima vergogna di Fiorentina-Inter: su Abisso silenzio di Nicchi e dell’AIA

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26 febbraio 2019, 13:22
D'Ambrosio Fiorentina-Inter

Sono passate oltre trentasei ore dal furto di Fiorentina-Inter ma l’argomento non è ancora certo passato in secondo piano, perché l’eco degli errori che hanno falsato il risultato da parte dell’arbitro Rosario Abisso è abbondantemente continuato sia ieri sia oggi. Quello che manca è un parere pubblico dall’AIA e dal presidente Marcello Nicchi, che pure in altre circostanze con altre squadre si era subito mosso per ammettere l’errore.

ISTITUZIONI SCOMPARSE«Non riesco a capire come si sia potuto fare un errore del genere, è stato un errore inconcepibile». Parole di Marcello Nicchi, presidente dell’AIA: all’indomani del furto ai danni dell’Inter da parte di Rosario Abisso? Certo che no: questa frase è stata pronunciata il giorno dopo Roma-Inter del 2 dicembre, riferendosi al mancato rigore (che c’era) non assegnato alla Roma per un fallo di Danilo D’Ambrosio su Nicolò Zaniolo. Appare quantomeno particolare, nonché fastidioso, che il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri abbia trovato il tempo (neanche ventiquattro ore dopo la partita) per commentare un episodio sfuggito in diretta al direttore di gara Gianluca Rocchi, nell’occasione mal assistito dal VAR (curiosamente Michael Fabbri, lo stesso invece perfetto in Fiorentina-Inter), ma non per esprimersi sullo scempio avvenuto domenica sera al Franchi, dove l’Inter è stata scippata di due punti perché l’arbitro Abisso ha voluto vedere, anche davanti all’evidenza, quello che solo lui aveva visto, cioè un fallo di mano (quindi un tocco per giunta volontario) di D’Ambrosio sul cross di Federico Chiesa. Può essere che Nicchi o l’AIA si siano privatamente confrontati con la società, questo non è dato saperlo, ma la scelta di commentare gli episodi “a squadre alterne” è decisamente discutibile, quasi quanto gli errori di Abisso, visto che per altre situazioni l’intervento c’era stato eccome.

NESSUNA SCUSA – Intanto, mentre dall’AIA arriva un silenzio pesantissimo, nessuno renderà all’Inter i due punti che Abisso ha deciso di togliere al Franchi. Perché di questo bisogna parlare: Fiorentina-Inter è stata una partita falsata da una decisione inconcepibile (per usare lo stesso termine di Nicchi su un episodio certamente grave, ma sicuramente meno sconvolgente di quello di domenica sera) di un arbitro che ha voluto far sì che la partita potesse finire con il risultato di 3-3. È impossibile che l’arbitro non abbia visto come il tocco di D’Ambrosio fosse con il petto e non con il braccio (e anche se poi, casualmente, il pallone fosse carambolato sulla mano non sarebbe stato volontario, ma le immagini dimostrano come non ci sia stato affatto) andando a rivedere l’episodio da varie angolazioni al monitor a bordocampo, richiamato ancora dal VAR Fabbri per la terza volta in cinquanta minuti: i replay non lasciano alcun dubbio e la chiamata doveva essere già un segnale in tal senso. Le precedenti due on field review, infatti, dovevano far capire ad Abisso che non stava capendo nulla dello svolgimento della partita, perché se il fallo di mano (questo netto) di Edimilson Fernandes poteva non essere visto in presa diretta (oggettivamente nessuno se n’era accorto) il calcio di Luis Fernando Muriel su D’Ambrosio doveva e poteva essere sanzionato prima del gol poi annullato a Cristiano Biraghi. Questa decisione vergognosa ha macchiato il campionato, inevitabilmente falsato sia nella corsa Champions League (per l’Inter) sia in quella Europa League (per la Fiorentina), ma pure per le altre squadre che si troveranno ad affrontare nerazzurri e viola nelle prossime giornate, in quanto ci saranno arbitri inevitabilmente condizionati da quanto fatto da Abisso in Fiorentina-Inter. Scusarsi, adesso, servirebbe a poco, ma certo un segnale dall’AIA e da Nicchi sarebbe stato corretto.

PROVVEDIMENTO ESEMPLARE – Fiorentina-Inter potrebbe però essere un momento di crescita, per l’AIA e per l’intero calcio italiano. Quello che tutti gli arbitri dovrebbero capire, e che il presidente Nicchi farebbe meglio a fare suo, è che per errori così gravi il campo non bisogna rivederlo più, non solo in Serie A. Chi sbaglia – volutamente – sia in diretta sia richiamato al VAR deve ricevere un’attenta valutazione delle sue capacità di fare questo mestiere: troppo poco, e troppo comodo, dare qualche settimana di stop (vedi articolo) e poi reinserire Abisso (o chi per lui dovesse ripetere errori del genere, perché questo deve valere per tutti) in qualche sfida di caratura inferiore come se niente fosse. Al tempo del VAR, tecnologia che funziona (chi non la fa funzionare, o la fa funzionare male, è sempre una persona ossia un arbitro) errori come quello che ha deciso Fiorentina-Inter non possono essere tollerati con un semplice stop, ci vuole il pugno duro: chi sbaglia anche se messo nelle condizioni tecnologiche per poter correggere l’errore (uno di campo, per quanto grave, può essere dettato da infiniti fattori, uno al monitor avendo con tutte le inquadrature e tutto il tempo possibile no) dimostra di essere inadatto a valutare determinate situazioni ocondizionato da qualcosa di esterno. E quest’ultima casistica sarebbe molto peggio.

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