Lukaku, razzismo bis e lettere senza logica ma la Curva Nord non è l’Inter

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4 Settembre 2019, 15:31
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Romelu Lukaku durante Cagliari-Inter è stato vittima di ululati di chiaro stampo razzista (vedi articolo), un episodio che ha ovviamente avuto ampia risonanza mediatica, ancor di più dopo la delirante lettera della Curva Nord nerazzurra (vedi articolo). Tutta Europa ne parla, ma l’Italia minimizza

RAZZISMO AL QUADRATOLukaku si è presentato al campionato italiano con due gol in due partite, sicuramente un bel biglietto da visita per lui che è alla sua prima esperienza in Italia. Di certo non si può dire la stessa cosa dei tifosi italiani, che si presentano a Lukaku nel peggior modo possibile: dimostrandosi razzisti, non una ma ben due volte. La prima a Cagliari, quando il belga si è presentato sul dischetto del rigore sommerso dagli ululati dei tifosi rossoblù e la seconda per mano di quelli che in teoria sarebbero i suoi primi tifosi, ovvero i rappresentanti della Curva Nord.

LETTERA ILLOGICA – Questi ultimi, dopo aver accolto il nuovo numero 9 dell’Inter con un bel comitato di benvenuto, hanno redatto un comunicato nel quale sostanzialmente si nega il razzismo negli stadi sostenendo il razzismo negli stadi. Insomma, un concentrato di frasi sconnesse e senza logica. Una “lettera aperta” nella quale ci è mancato poco che risultasse Lukaku il vero colpevole. Eh sì, perché è ancora troppo inesperto per comprendere gli alti valori dei tifosi italiani, che per paura dell’avversario emettono strani versi simili a quelli di una scimmia. Ma il razzismo non c’entra, no. È quasi una forma di rispetto, dai. Come ha fatto a non capirlo subito, il buon Lukaku? Chissà, magari potrebbe tornargli utile un confronto con Samuel Eto’o o Kalidou Koulibaly, per citare due delle eccellenti vittime della smisurata ammirazione dei tifosi avversari.

SPECCHIO SOCIALE – Una lettera, quella della Curva Nord, che sta facendo parlare le principali testate sportive europee e non in termini lusinghieri naturalmente, perché per quanto l’ultrà di turno si sforzi a minimizzare, negare, ridurre tutto a tarallucci e vino altrove la situazione è fin troppo chiara. Senza spingersi troppo oltre nei discorsi, basta dire che anche il calcio rispecchia lo status della società italiana attuale. E anche Lukaku se n’è accorto a sue spese, come prima di lui Koulibaly, Moise Kean, Kevin-Prince Boateng e via dicendo. Non è però tutto da buttare, la Curva del Cagliari non è l’Italia, la Curva Nord non è l’Inter – nata con ben altri e alti valori -, e noi non siamo tutti Lukaku perché certamente lui è migliore di noi.




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