L’Inter sempre più avvolta da incertezze, ma tempo per risolverle ce n’è

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28 gennaio 2019, 13:54
Luciano Spalletti

Dalla trasferta di Torino arriva qualcosa di peggio della sconfitta: gioco, mercato, testa e gambe. Sono tanti i temi scottanti del momento. Paolo Ferri ha provato ad analizzarli neo suo consueto editoriale

LE PARTITE, QUELLE STRANE – Quelle che le sblocchi solo se in campo hai messo l’uomo che ti vuole bene, il ragazzo a cui hai comprato le scarpette quand’era bambino per fargli fare il provino con la prima squadra, insomma un Izzo, quello che, dopo averti fatto vincere la partita, ti porta il cane a spasso e ti rimbocca le coperte. Di uno così ne avrebbe bisogno ogni allenatore, Mazzarri ce l’ha, e servirebbe terribilmente anche a Spalletti. Quello che ci si avvicina più di tutti avrebbe potuto essere Radja Naingolaan, ma se poi gli mancano i 90 minuti per i troppi infortuni, ritardi, birra e sigarette e selfie in discoteca, bè, partite come queste non puoi che perderle. Partite in cui non hai nemmeno lo straccio di un’ala, dove in mezzo al campo è peggio che una palude vietnamita e i vietcong in granata ti impantanano ogni idea, ogni tentativo di apertura, lancio, passaggio filtrante. E in avanti i due amiconi non sanno come dialogare, perché insieme non hanno giocato abbastanza e mettiamoci pure che uno dei due ha in testa questioni che col pallone hanno poco a che fare.

IL QUADRO GENERALE – Non è dei migliori, tocca ammetterlo. All’Inter questo gennaio non sta facendo affatto bene, un blue monday lungo trentun giorni, dove gli stimoli vanno cercati col lanternino. Con una classifica tutto sommato al riparo da scossoni, con un mercato quantomeno indeciso, in cui non sembravano servire grossi innesti ma poi dopo cui spuntano trappole affatto simpatiche. Due nomi, Sime Vrsaljko e Ivan Perisic, due colonne di quella che chiamavano CroazInter, ve la ricordate? Sui quali doveva fondarsi un sistema di gioco e di squadra che doveva preludere al quarto super croato Luka Modric, bè oggi non sembrano appartenere più a questa Inter, l’uno in predicato di tornare in Spagna (leggi qui) e l’altro alle prese con rinnovate fregole inglesi, sponda Arsenal (leggi qui).

PORTOGHINTER – Ri-sbocciato da tempo l’amore per Joao Mario, atteso Cedric Soares, e mettiamoci anche mezzo Yannick Carrasco (belga con quarti lusitani), la seconda metà della stagione interista è in predicato di colorarsi di rosso e verde. Chissà se basterà la portoghesità a riportare vivacità ad un momento non troppo nero né troppo azzurro, si direbbe grigio-seconda-maglia vista ieri contro il Toro. Chi volesse fare un esercizio fantasioso di lettura dello Spalletti-pensiero potrebbe pensare che quelli che si sono visti sono esperimenti e tentativi di aprire nuove strade tattiche in vista delle nuove prossime sfide, soprattutto di coppa, anzi di coppe. E a volerla dire tutta, non ci fosse stata la zuccata fortunata di Izzo, l’esperimento avrebbe potuto essere anche indolore (visti anche i risultati delle concorrenti, anche se lontane in classifica, nessuna vincente). Ma comunque fallito. Perché a fronte di una difesa che tiene, battuta da un quasi autogol, senza qualcuno che sparigli le carte sulle fasce o che strappi e si inserisca, gol non se ne vedranno.

NIENTE DRAMMI MA NEMMENO ABBASSARE LA GUARDIA – Tante le lezioni da capitalizzare dalla trasferta torinese: risolvere le questioni mentali, che siamo legittimati a ritenere come intoppi anche per le gambe, vedi il rinnovo di Mauro Icardi e il destino di Perisic. Trovare le posizioni giuste per Lautaro Martinez, per ora bocciato come trequartista ma votato meglio nel ruolo di attaccante su tutto il fronte. Attendere che si rischiari uno scenario assai difficile per quanto riguarda le corsie esterne: Perisic che traballa (prima nelle prestazioni adesso anche per via del mercato), Keita Balde Diao che deve recuperare, Antonio Candreva che chiede di giocare o partire, Matteo Politano che prenderà una o due giornate causa espulsione. Insomma tante le spine e tutte collegate tra loro, staremo a vedere.

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