L’Inter sbologna Mbaye e Accardi: Santon o R. Carlos bis?

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23 gennaio 2015, 12:22
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Il titolo è a metà tra il serio e l’ironico, ovviamente. Il gioco di parole era talmente scontato che non potevo non farne uso. L’Inter ha ceduto Mbaye e la sua nuova destinazione si chiama Bologna. Bisogna capire, però, quanto ha perso l’Inter in ottica futura. A sentire il suo agente, Accardi, l’Inter ha perso un futuro top player. Analizziamo insieme la vicenda.

MBAYE NERAZZURRO – La carriera di Ibrahima Mbaye in casa Inter inizia nel gennaio del 2011. Molto presto, essendo nato il 19 novembre 1994, quindi pochi mesi dopo aver compiuto sedici anni. Inizia il suo percorso nel Settore Giovanile nerazzurro: la prima tappa è negli Allievi, successivamente arriva la promozione in Primavera. Un anno dopo, nel 2012, sotto la guida di Andrea Stramaccioni vince la Next Generation Series, mentre con Daniele Bernazzani vince il campionato Primavera, dopo la promozione di “Strama” in Prima Squadra. Da lì a poco arriva il debutto con la maglia dell’Inter nei play-off di Europa League contro l’Hajduk Spalato: la società sembra voler puntare sul giovane senegalese, a cui viene rinnovato il contratto. Non trovando spazio a Milano, però, nell’estate del 2013 vola in prestito a Livorno, dove trova continuità (25 presenze) e anche due gol in Serie A, prima di fare ritorno ad Appiano Gentile e trovare il livornese Walter Mazzarri. Scherzo del destino.

MBAYE FUTURO – Mbaye non riesce a trovare lo spazio auspicato né con Mazzarri né con Mancini, pertanto dopo sette spezzoni di partita va via: è il momento di giocare e di farlo con continuità. Il Bologna, in Serie B, è la metà ideale. In realtà l’Inter non aspettava altro che cederlo, pertanto si può parlare di “sbolognamento” a 360 gradi. La cessione di un ragazzo di appena venti anni fa sempre storcere il naso ai critici, soprattutto se l’agente del calciatore in questione (per la cronaca, Beppe Accardi) lo pubblicizza come neanche Mino Raiola riuscirebbe a fare parlando della bontà della pizza napoletana agli olandesi. La curiosità, però, è iniziare a capire in che ruolo giocherà Mbaye nel suo futuro: difensore centrale, terzino, mediano, ala? A destra o a sinistra? Nella difesa a tre o a quattro? Nel centrocampo a quattro o a cinque? Probabilmente a questa domanda non sapranno rispondere né Mbaye né lo stesso Accardi.

UNA STORIA GIA’ VISSUTA – La cessione di Mbaye, dicevamo, fa storcere il naso a molti, in cui sono inclusi anche alcuni tifosi nerazzurri. E’ la solita storia che vede protagonista un giovane talento del proprio settore giovanile, che viene ceduto – perché ancora acerbo – per incassare del denaro da utilizzare per acquistare un giocatore già pronto e – se possibile – migliore. Una storia già vista, ad esempio nel gennaio del 2011, proprio nel periodo in cui Mbaye arrivava all’Inter: il giovane italiano Davide Santon finisce in prestito al Cesena (curiosamente, Mbaye ha rifiutato il Cesena giorni fa) in cambio del più esperto giapponese, Yuto Nagatomo. Piovono critiche sulla dirigenza nerazzurra, anche se il giapponese è una gradita sorpresa, mentre il classe ’91 scuola Inter è un’incognita. Di Santon se ne dicevano di tutti i colori. Dopo aver fermato Cristiano Ronaldo in Champions League, i paragoni si sprecavano. “E’ il nuovo Facchetti”, si pensava. Ma no, Santon è milanista: “Allora è il nuovo Maldini”, si supponeva. Nemmeno. Santon a oggi non è neanche il nuovo Balzaretti (signor giocatore) né tantomeno il nuovo Pasqual (giocatore sottovalutatissimo), se vogliamo dirla tutta. Il ragazzo lasciò l’Inter definitamente nell’estate 2011, quando anche lui aveva poco più di 20 anni, proprio come Mbaye. Oggi è una “bandiera” del Newcastle, con cui ha totalizzato quasi cento presenze e la bellezza di un gol…

PARAGONI ILLUSTRI – Ma per un Santon che lascia l’Inter e fallisce altrove, c’è un altro giocatore che è rimasto nella testa e nel cuore dei tifosi nerazzurri. Parlo di Roberto Carlos che, pur non essendo un prodotto del vivaio giovanile dell’Inter, è arrivato a Milano a ventidue anni e se n’è andato subito, a ventitré. I tifosi dell’Inter ricorderanno e ripeteranno allo sfinimento l’avvicendamento di Roberto Carlos e Alessandro Pistone. Mbaye con il laterale mancini brasiliano c’entra poco o nulla, ma Accardi ce lo vuole vendere come tale e io voglio dargli fiducia: Ibrahima, dimostra alla società Inter che ha sbagliato tutto con te! Dimostra al mondo intero che il tuo agente ti ha sempre descritto per quello che vali e varrai, senza mai affermare assurdità per partito preso! Insomma, facci vedere chi è il nuovo Roberto Carlos o, in caso di utilizzo sulla fascia destra, chi è il nuovo Maicon! I tifosi dell’Inter non chiedono altro per poter nuovamente insultare la società, in maniera gratuita. O comunque in prestito, con obbligo di insulto condizionato al primo Pallone d’Oro FIFA vinto. Per la cronaca, il Santon di oggi vale meno del Pistone di qualche lustro fa e Mbaye di certo non ricorda Roberto Carlos in nulla. Forse l’Inter qualche errore di valutazione l’ha fatto, ma se il senegalese vuole fare carriera nel mondo del calcio, dovrebbe prima cambiare chi cura i propri interessi, per recuperare una briciola di credibilità…

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