Lautaro Martínez, l’acquisto che può far tornare l’Inter a due punte

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8 luglio 2018, 00:00
Lautaro Martínez

Questa settimana è arrivato l’annuncio ufficiale dell’acquisto di Lautaro Martínez, di fatto il primo ingaggio dell’Inter 2018-2019 avendo chiuso la trattativa col Racing Club in inverno. L’argentino classe 1997, per le sue caratteristiche anche tattiche, potrebbe risultare utilissimo a Luciano Spalletti per cambiare sia il modulo sia la fase offensiva della squadra.

LACUNA DA COLMARE – Il colpo di testa di Matías Vecino all’81’ dell’ultima giornata di campionato ha qualificato l’Inter in Champions League a spese della Lazio, ma non ha certo cancellato alcuni problemi di gioco che andranno necessariamente risolti nella nuova stagione. Per tutto lo scorso anno la squadra di Luciano Spalletti è apparsa monotona e prevedibile, con una sola vera strategia per trovare il gol (apertura sulle fasce, specialmente sulla sinistra, e cross al centro sperando che Mauro Icardi abbia la meglio sui difensori avversari) e la mancanza di un piano B. I ventinove centri dell’argentino hanno sì fatto la differenza, ma ora che ci sarà da confrontarsi anche a livello europeo è necessario aumentare sia il numero di soluzioni offensive sia il numero di giocatori in area di rigore, visto che oltre a Maurito l’unico altro in doppia cifra è stato Ivan Perišić (undici reti) e il terzo è stato un difensore, Milan Škriniar: troppo poco. In questo senso si infila l’acquisto di Lautaro Martínez, l’attaccante classe 1997 preso dal Racing Club per circa ventidue milioni di euro più percentuale sulla futura rivendita. El Toro, più di Radja Nainggolan (pur sempre un centrocampista) e Matteo Politano (esterno offensivo, non centravanti), è l’elemento che può aumentare notevolmente il peso del reparto ed evitare che si ripeta la situazione dello scorso inverno, quando i due esterni sono notevolmente calati e la manovra ne ha risentito parecchio. C’è chi ha detto che sia Icardi a voler giocare da solo nei sedici metri finali, ma va ricordato come nella stagione 2014-2015 sia diventato capocannoniere affiancato da Rodrigo Palacio, segno che un supporto vicino non può che essere utile per lui e per tutta la squadra.

ATTACCANTE TOTALE – Lautaro Martínez farà ventuno anni il 22 agosto, pochi giorni dopo la prima giornata di Serie A 2018-2019, ma chi l’ha visto giocare (e parlare) non può non aver notato una maturità superiore a quella che dice la sua carta d’identità, basti pensare che dopo una tripletta in CONMEBOL Libertadores al Cruzeiro si è presentato scontento nell’intervista di fine partita perché non era stato perfetto nei passaggi, segno di come abbia tanta voglia di migliorare e perfezionare il suo gioco. Per qualità fisiche e prolificità sarebbe un centravanti, un nueve come dicono in Argentina, ma può tranquillamente svariare su tutto il fronte offensivo: nel Racing giocava in un 4-1-3-2 dove faceva reparto assieme a Lisandro López, ovviamente non il difensore arrivato a gennaio dal Benfica in prestito ma l’ex di Porto e Lione. Con un altro attaccante vero vicino Lautaro Martínez non solo non si è trovato in difficoltà, ma i due si intendevano alla perfezione: più volte è capitato che uno dei due si spostasse sulla fascia per liberare lo spazio al compagno di reparto o all’inserimento di un centrocampista, mentre in altre circostanze la loro presenza congiunta in area ha permesso di sfondare le difese avversarie, tanto che alla fine l’Academia ha chiuso l’ultima Superliga argentina col secondo miglior attacco, quarantasei gol dietro solo ai cinquanta del Boca Juniors campione. In vista della nuova stagione all’Inter la presenza di Lautaro Martínez può quindi sia liberare spazi per Icardi o Nainggolan (o chi ricoprirà il ruolo di trequartista) sia mettere quell’altro elemento di spessore in area per togliere punti di riferimento (per esempio i nerazzurri l’anno scorso spesso hanno avuto difficoltà quando giocavano contro difese a tre, visto che tutti i centrali si occupavano di Icardi e nessuno accompagnava l’azione). Da qui Spalletti può trarre numerose indicazioni e magari alternare un altro modulo al 4-2-3-1, cosa che gli era stata chiesta durante la lunga serie negativa invernale senza però trovare riscontri in campo. La storia dell’Inter ha visto praticamente sempre due attaccanti titolari di alto livello in campo, da Altobelli-Rummenigge a Milito-Eto’o passando per Ronaldo-Vieri e Adriano-Ibrahimović (per fare alcuni fra gli innumerevoli esempi), da agosto chissà che la dupla argentina Icardi-Martínez non possa aggiungersi a questa lista di assoluto valore e cambiare il volto dell’attacco nerazzurro.






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