Juventus-Inter e quel silenzio che fa più paura delle porte chiuse (obbligate)

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6 Marzo 2020, 19:31
Maurizio Sarri e Antonio Conte
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Il weekend di Juventus-Inter sta per diventare realtà. Dopo oltre una settimana di caos, la Serie A si appresta a tornare in campo per cercare di portare avanti la stagione calcistica. Eppure la situazione non è così tranquilla. E di sicuro non è risolta, pertanto bisogna iniziare a pensare anche allo scenario peggiore (limitatamente al tema calcio)

SCONTRO DIRETTO NEL SILENZIO – Stavolta forse ci siamo. Forse. Dopo rinvii, spostamenti e stravolgimenti vari. Salvo ulteriori sorprese, Juventus-Inter si giocherà domenica sera alle ore 20.45. A porte chiuse. Senza pubblico. E quindi senza incasso per i padroni di casa. Per obbligo, non per scelta (dopo tutte le polemiche inutili…). Ma il silenzio dell’Allianz Stadium non sarà la cosa più strana di questo Derby d’Italia “storico”. Tutto ciò che fa da contorno alla partita dell’anno è motivo di preoccupazione. Si parte dalla conferenza stampa della vigilia. Appuntamento imperdibile per tutti. Giornalisti e tifosi più che allenatori, che forse ne farebbero volentieri a meno. Nulla, regnerà il silenzio. E lo stesso avverrà al termine della partita. Dimentichiamo per un attimo le interviste con una sfilza di domande – perlopiù banali – necessarie ad alimentare polemiche dopo aver appreso il risultato del campo. E non è nemmeno questo il problema, anzi… Sicuramente Antonio Conte ringrazierà. E lo stesso farà Maurizio Sarri, finito nel mirino della critica all’interno dell’ambiente bianconero stesso. Certo, forse la mancanza di tifo sugli spalti sarà parecchio pesante da sopportare in un Juventus-Inter simile. Niente applausi, niente fischi. Ma magari vedere i calciatori battagliare in campo e gli allenatori guidarli dalla panchina senza censure paradossalmente renderà tutto più romantico. Vogliamo illuderci che sia così. Il bicchiere mezzo pieno.

SERIE A SENZA FINALE – La psicosi da Coronavirus, però, ha smesso di essere solo tale da giorni. La vera preoccupazione non è legata alle perdite economiche da stadio e alle partite che sembreranno poco più che allenamenti con in palio tre punti. Oppure, nel caso di Juventus e Inter, con in palio mezzo scudetto. Ciò che preoccupa maggiormente non ha nulla a che vedere con il calcio. E quindi, restando nel contesto della Serie A, le speranze che il campionato possa concludersi in maniera “normale” al momento equivalgono a un terno al Lotto. Parlando seriamente, come già fatto intuire da più di un addetto ai lavori, lo stop al campionato (e al calcio in generale per questa stagione) potrebbe arrivare da un momento all’altro. Per il momento ci si illude che dal 4 aprile in poi si possa tornare alla normalità, ma la vera paura è che potrebbe essere necessario fermare tutto per questioni di tutela della salute pubblica. Compresa quella degli atleti e delle rispettive famiglie, per intenderci. Nessuno ne parla, nessuno dice o quantomeno ipotizza cosa potrebbe succedere in caso di stop definitivo della Serie A. A chi lo scudetto? E perché? Chi nelle coppe? E in Serie B? Belle domande. Domande che forse oggi non ci interessano, perché vogliamo tornare a godere dello spettacolo del campo. E Juventus-Inter è l’occasione ideale. Ma di “spettacolo” qui c’è poco. Il silenzio che caratterizza questo primo weekend calcistico a porte chiuse rischia di essere solo un’anticipazione. Almeno risparmiamo le polemiche.


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