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Inzaghi già a -11 dalla vetta: l’Europa non è un Porto di salvezza per l’Inter

Inzaghi continua a viaggiare sulle montagne russe nerazzurre senza conoscere ancora il suo futuro né quello della sua squadra. Un futuro che, a giudicare dal presente, non prevede tranquillità e sorrisi. L’Inter perde ulteriormente quota in Italia e le buone sensazioni che arrivano dal percorso in Europa non devono illudere. Il Porto può attendere, la Serie A no

SERIE A… MENO 11 – La stagione dell’Inter passa più dai risultati economico-finanziari che da quelli tecnico-sportivi. Questa è l’impressione dopo l’ennesimo passo falso di questo 2022. A due partite (Bologna a Milano e Atalanta a Bergamo, ndr) dalla fine agonistica dell’anno solare, la squadra di Simone Inzaghi è costretta a inseguire. Tutti. Il Napoli – primo avversario del 2023 – è in fuga con 35 punti. Già a -6 il Milan (29) campione d’Italia. Addirittura a -10 la coppia formata da Juventus e Roma (25). In mezzo, a -8, anche la già citata Atalanta con la Lazio (27). E l’Inter, con appena 24 punti, si trova a -11 dalla vetta. Ben 6 squadre davanti alla squadra di Inzaghi, che fa registrare 5 sconfitte in 13 partite. Troppe. Numeri amari e ingiustificabili. Indifendibili. Lo Scudetto oggi sembra utopia. E forse è addirittura irrispettoso parlarne. Chiudere l’anno a quota 30 punti non servirebbe a limitare i danni ma solo a evitare clamorosi ribaltoni durante la sosta mondiale. Ribaltoni che potrebbero comunque esserci. Inzaghi è sicuro del suo posto sulla panchina dell’Inter? Dopo la trasferta di Torino questa certezza viene meno. Ed è giusto così.

Inter-Porto non può aiutare Inzaghi adesso

CHAMPIONS LEAGUE PURE – Facendo un passo indietro, è doveroso ribadire che l’Inter oggi non può permettersi altra improvvisazione. E allo stesso tempo non può permettersi un allenatore migliore di Inzaghi. Questa situazione di sottile equilibrio non può durare in eterno, però. Anche perché l’Inter ha un obiettivo economico-finanziario noto ma ciò non può salvare nessuno dal fallimento stagionale. Il passaggio del turno nell’Europa che conta diventa fumo negli occhi finché si resta fuori dai primi quattro posti in Italia. L’Inter sarà protagonista negli Ottavi di Finale di UEFA Champions League ma febbraio è lontano. Prima di ospitare il Porto (vedi articolo) a San Siro ci saranno almeno 11 partite ufficiali. Tra cui la finalissima di Supercoppa Italiana contro il Milan e il debutto in Coppa Italia contro il Parma (Serie B, ndr). Se l’Inter è a -11 in classifica in Serie A è anche a -11 in calendario prima della Champions League. Un periodo troppo ampio per pensare solo all’Europa. L’obiettivo quarti di finale sarebbe solo l’ennesima “distrazione” monetizzabile se non cambia drasticamente la situazione in Italia. Inzaghi fa bene a rimarcare i suoi meriti nella crescita internazionale dell’ex squadra campione d’Italia di Antonio Conte ma in bacheca restano i trofei vinti, non i piazzamenti che migliorano un po’ il bilancio. Il tempo dei passi falsi è finito, altrimenti toccherà decretare un’altra fine (a stagione in corso?): sfidare il Porto non è un obiettivo salva-stagione per l’Inter. E batterlo in 180′, a differenza del Liverpool, non salverebbe Inzaghi se non andasse fino in fondo in Europa o almeno in Italia.

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