Inter, una buona fine fa già un buon inizio

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30 dicembre 2018, 12:49
Keita Baldé Diao Empoli-Inter

La vittoria di Empoli è un saluto a tinte rosa per un anno che si chiude con 10 punti in 4 gare, un terzo posto consolidato e un messaggio alla nazione da Keita Balde Diao, eroe di turno.

IL GOL GIUSTO DALL’UOMO GIUSTO – Serviva dannatamente quel gol liberatorio per uscire dall’angolo in cui la cronaca, non soltanto quella sportiva, aveva messo l’Inter. Fattacci che nulla hanno da spartire con quella che è pur sempre una squadra di calcio, ma che si ritrova dover rispondere di gente che in suo nome compie gli atti più spregevoli si possano immaginare. Pochi mostri, ma purtroppo con i suoi colori addosso, che insultano un essere umano per il colore della sua pelle. Che vanno all’assalto di altre persone vestite di colori diversi, e finiscono vittime del loro stesso demone, lasciando figli, mogli, padri in cerca di un perché. Magari bastasse un solo gol, ma quel che è arrivato ha significati che un semplice gol non dovrebbe mai avere, eppure… Keita Balde Diao, nato in Senegal, parla un italiano fluente, col quale fa divertire i compagni di squadra, si è fatto ben volere in pochissimo tempo da un gruppo al servizio del quale si è messo senza fiatare. Sto in panchina e va bene. Vado in campo quando vuoi, mi metto dove mi si chiede e se arriva la palla giusta la metto dentro, altrimenti la do a qualcuno perché lo faccia lui. Da quel sorriso incastonato in un volto dell’Africa arriva il gol che consente alla sua squadra di salutare nel modo giusto un anno che se ne va nel modo sbagliato. Un gol che vuole raccontare tante cose, soprattutto alla parte meno sana della sua gente. Quel gol arriva da chi si dichiara FRATELLO della stessa persona insultata pochi giorni prima da quei pochi. Arriva di una persona che poi annuncia ai microfoni un messaggio che potrebbe stare in piedi anche in una assemblea dell’ONU. Leggetelo qui ne vale la pena. E vogliamo scommettere che quella a Lorenzo Insigne non era nemmeno una provocazione, ma una carezzina, magari male interpretata carica più di ironica simpatia e che volesse piuttosto alleggerire il momento?

OTTIMA GESTIONE DEL MOMENTO DELICATO – Certe vittorie sono involontariamente poetiche. Nella patria di Luciano Spalletti, con il gol di un senegalese come Kalidou Koulibaly, dopo giornate tempestose, fatte di sospensioni di giocatori, che poi tornano in gruppo col sorriso loro e di tutti. I piccoli romanzi istantanei che solo il calcio sa scrivere. E tutto passa in secondo piano e a tutto ci si sente di poter rimediare con una sosta rigeneratrice di cui si sente un gran bisogno. Le tempeste, si sa, arrivano, tuo malgrado. Ma oltrepassarle nel modo giusto è affare da uomini. Polso fermo quello della società nel gestire l’ennesimo incidente con Radja Nainggolan, mano sicura in volto sereno quella di Luciano Spalletti a immergere tutto nell’azoto liquido e far scendere la temperatura allo zero assoluto in un gruppo preso a spallate da più parti. Ed ecco spiegata la gara di Empoli. Una di quelle gare dove il Francesco “Ciccio” Caputo di turno può anche bucarti dopo che tu non hai bucato il muro dei suoi compagni. Dove non hai il faro di centrocampo Marcelo Brozovic e la lampadina di Borja Valero illumina a malapena. Quella pazienza che non s’era vista col PSV, di fare gioco, di cercare la via strettissima per battere la provinciale ostinata, di caricare chi ha avuto meno minuti di altri, e che invece risponde presente, non solo per il gol fatto ma anche per quello annullato e per tanta roba messa sul campo.

TIFOSI MIGLIORI PER UNA SQUADRA MIGLIORE – E via tutti a salutare l’anno che se ne va e festeggiare il nuovo, consapevoli che anche questa tempesta è stata cavalcata e superata, in attesa delle sfide nuove, che si chiamano Rapid Vienna, Europa League, ma che chiedono di essere affrontate con attorno un pubblico all’altezza di quanto esso stesso chiede alla sua squadra. Se ad un alto valore sportivo non corrisponde un alto valore morale di chi va allo stadio nessuno si aspetti il salto in avanti. Non esiste squadra che vinca senza un pubblico all’altezza di quelle vittorie. Buon 2019 a tutti.

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