Inter, settimana-trampolino, il salto in alto è possibile

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26 novembre 2018, 13:00
Keita Inter-Frosinone

L’Inter di Bergamo sembra lontana anni-luce, la sosta ha portato consiglio e le prossime due gare si guardano dall’alto in basso con la consapevolezza che tutti si sentono titolari e sempre più coinvolti nel progetto

VINCERE CON BALD-ANZA – L’ennesima settimana-verità si è aperta nel migliore dei modi, con una prestazione convincente di gruppo e con forti risposte da singoli. All’Inter la tensione è quella giusta, questo è quel hanno detto i tre gol contro il Frosinone, sia per come sono arrivati sia da chi sono arrivati. Luciano Spalletti non è tipo da lasciare per strada insegnamenti provenienti da qualsiasi direzione, soprattutto da sconfitte cocenti, quelle da cui poi arrivano le indicazioni più importanti. La lezione di Bergamo sembra essere stata introiettata, ma indicazioni importanti esistono anche nella lezione che all’Atalanta è arrivata da Empoli. L’impresa di Beppe Iachini ha rafforzato qualcosa già manifestato dalla brutta sconfitta di due settimane fa: la bellezza di quell’Atalanta va cercata nella bruttezza di quell’Inter, meglio evitare alibi, non si può fare a meno di una sana turnazione delle risorse se si vogliono evitare altre imboscate da qui alla fine della stagione. Non tanto il gol Keita Balde, ma il modo in cui è stato costruito, parla chiaro: il giocatore ha motivazione e voglia di sentirsi utile alla causa, soprattutto in una zona in cui Ivan Perisic non sta dando il meglio di sé. Stesso dicasi per Lautaro Martinez, il cui affiatamento col senegalese è più importante del peraltro pregevolissimo gol.

TURNO FAVOREVOLE – La Juve dei record non presenta smagliature e questo era del tutto preventivabile. Ma non si può non sorridere se tra le inseguitrici ci sono scivolate continue, tali da ammortizzare anche la perdita della posta in quel di Bergamo. I cambi di panchina a Chievo e Udine hanno creato grossi problemi a Napoli e Roma, amplificati dalla congiuntura dopososta-prechampions. Carlo Ancelotti sbatte contro il muro eretto da Mimmo Di Carlo e adesso la seconda piazza è a solo un punto dall’Inter, con lo scontro diretto sempre più vicino. Ma le cose vanno peggio per la Roma, nella settimana più bollente per la panchina di Eusebio Di Francesco. Nella capitale è psicodramma, con il Real in arrivo e con il big match di domenica prossima, due potenziali spallate al fragilissimo cantiere giallorosso. Ma quand’anche dovesse arrivare una bella prova contro il Real, questa non sarebbe sufficiente a dare serenità ad un gruppo in perenne ricerca di una fisionomia e soprattutto di una mentalità. Roma-Inter arriva nel momento peggiore per i capitolini, Spalletti tra l’altro all’Olimpico ha già maramaldeggiato un anno fa, quando le premesse erano invertite rispetto ad oggi.

MAROTTA NELL’ARIA – Per l’Inter arriva dalla Cina un Babbo Natale che più Made in Italy non si può. Avere dalla sua il dirigente migliore d’Europa, Beppe Marotta, non può che portare motivazione ad un gruppo che già a gennaio potrebbe perfezionarsi ulteriormente. Rivedere le stelle è possibile, specialmente sotto Natale.

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