Inter-Roma mette in evidenza (tanti) pro e contro del progetto Spalletti

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21 aprile 2019, 19:46
Spalletti

L’1-1 di Inter-Roma permette di fare più di una valutazione sulla stagione dell’Inter e, in particolare, sull’apporto di Spalletti da quando è seduto sulla panchina nerazzurra. Pro e contro si mixano alla ricerca di un equilibrio perfetto che può pesare sul progetto tecnico futuro

PRO – Gli scontri diretti vengono affrontati con lo spirito giusto, anche grazie alla preparazione di Luciano Spalletti, che si preoccupa prima di non perdere e poi eventualmente di vincere: il doppio risultato utile è ciò che rende l’Inter imbattibile – o quantomeno imbattuta – quando serve. Aver mantenuto due e più partite di vantaggio sulle inseguitrici (Milan a -5, ma praticamente -6 in caso di arrivo alla pari, stesso discorso con la Roma a -6) a cinque giornate dalla fine della Serie A mette quasi al sicuro il piazzamento in Champions League, l’obiettivo minimo richiesto a Spalletti, quindi è giusto aver fatto questo tipo di calcolo. Il miglioramento rispetto alla passata stagione è minimo, ma parlare di Inter terza alla stessa distanza tanto dal secondo (il Napoli ha una partita in meno, ndr) quanto dal quarto posto è positivo, meglio che essere nella posizione attuale della Lazio, ad esempio. L’Inter di Spalletti cresce passo dopo passo, ma non è tutto positivo.

CONTRO – L’Inter non è capace di ribaltare il risultato: se va in svantaggio, al massimo recupera per ottenere un punto, mai tre. E quando c’è da sfruttare un match point, non lo fa mai. Partite come Inter-Roma possono valere fino a sei punti, accontentarsi di averne fatto uno e tolto “virtualmente” due agli avversari è l’altra faccia della medaglia, quella della mentalità perdente. Il progetto Spalletti non dà segni di essere vincente per un’Inter ambiziosa e, sebbene la rosa attualmente a disposizione non sia competitiva per trionfare, alcuni piccoli dettagli evidenziano queste mancanze: in assenza del regista Marcelo Brozovic, Spalletti conosce solo il classe ’85 Borja Valero come alternativa, pur di insistere sul “figlioccio” Radja Nainggolan trequartista nel 4-2-3-1 anziché adattare il modulo ai calciatori a disposizione, snaturandone altri considerati fuori progetto (su tutti Joao Mario). In definitiva, l’Inter con Spalletti allenatore sa fare trenta, ma non punta assolutamente a fare trentuno: può bastare anche per la prossima stagione?

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