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L’Inter rinvia la programmazione e scommette tutto sul presente

L’Inter deve implementare una programmazione per garantirsi un futuro a medio lungo raggio solido e vincente. Tuttavia l’andamento di questa sessione sembra andare in senso diverso.

ENTRATE IMPORTANTI – Dal giorno successivo alla vittoria dello Scudetto numero diciannove, in casa Inter si è iniziato a pensare a una sorta di “decrescita felice”. Una contraddizione in termini, per certi versi, ma la situazione economica del club non era più sostenibile com’era al 3 maggio 2021. Ecco allora gli addii di Antonio Conte e di Achraf Hakimi (attesi e/o programmati) e quello di Romelu Lukaku (inatteso e/o insperato). Tre partenze che rischiano di dissestare la rosa Campione d’Italia, ma che al tempo stesso permettono alla dirigenza di conseguire importanti risultati economici. Rispetto a tre mesi fa, il monte ingaggi è sceso circa del 15% e il mercato è in attivo di quasi 200 milioni (vedi focus). Tutto va insomma nella giusta direzione. O forse no.

Rosa Inter: dove serve intervenire

LACUNE DA COLMARE – Al netto delle ufficialità di Denzel Dumfries e Edin Dzeko, la rosa dell’Inter è sostanzialmente ancora incompleta. Non tanto in termini quantitativi, dato che in ogni ruolo ci sono almeno due giocatori che possono destreggiarsi. L’incompletezza emerge nel livello delle seconde linee, un tema a lungo dibattuto anche nella scorsa stagione. E una delle priorità di questo mercato sarebbe dovuta essere quella di aggiornare i non titolari (vedi focus), se problemi più gravi non si fossero messi di traverso. Ed ecco allora che in difesa restano solo alternative dall’età media di 34 anni, e che in attacco manca comunque una quarta punta di peso e livello superiore ad Andrea Pinamonti, Eddie Salcedo e Martin Satriano.

Mercato 2021: all-in sul futuro prossimo

CAMBIO PROGRAMMA – A partire da questo mercato, Giuseppe Marotta e Piero Ausilio avrebbero dovuto iniziare a programmare il futuro, avendo già vinto lo Scudetto (pianificato in tre anni e arrivato in due). Come già detto, però, i problemi deflagrati in Cina lo scorso inverno hanno avuto ripercussioni gravi sul mondo Inter. Obbligando di fatto il management a spostare l’obiettivo dal futuro a medio-lungo termine al domani più vicino. Questo ha portato alla necessità di un calo drastico del costo del personale e di un attivo importante nel mercato in entrata. Ecco allora che Danilo D’Ambrosio, Andrea Ranocchia e Aleksandar Kolarov – tutti in scadenza – hanno prolungato il contratto spalmando l’ingaggio, tutelando così il pacchetto arretrato. Rinnovo che l’Inter aveva offerto anche ad Ashley Young, che ha preferito però tornare in Inghilterra, all’Aston Villa. Fortunatamente si è deciso di procedere con la rescissione del contratto per Radja Nainggolan e Joao Mario, i cui emolumenti erano diventati ormai insostenibili.

OBIETTIVO IMMEDIATO – Questi rinnovi a giocatori ultratrentennali, uniti all’acquisto di Dzeko e alle trattative (da verificare) per Duvan Zapata e Lorenzo Insigne, lanciano un segnale chiaro che corrobora quanto già si sapeva. Nella stagione 2021/22 l’Inter punterà a difendere il titolo, ma nessuno pretende lo Scudetto da Simone Inzaghi. L’obiettivo inderogabile è di qualificarsi in Champions League, step minimo per garantire una determinata soglia di entrate. A questo si aggiunge la necessità di superare il girone della competizione, obiettivo fallito in tutte e tre le ultime rassegne. Pertanto la dirigenza ha deciso di scommettere sulla stagione 2021/22, senza curarsi di quelle a venire. Meglio puntare su profili pronti in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi minimi, a costo di appesantire il bilancio (5 milioni annui a Dzeko) per le prossime stagioni. Programmazione e ringiovanimento della rosa sono pertanto rimandati. Di un altro anno.

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