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Inter, obiettivi comunicati e nuovamente ribaditi. Ora manca solo la strategia

Inter obbligata a ripartire subito (bene) dopo la sosta internazionale. E soprattutto dopo la chiusura del bilancio, che è appena stato approvato dal CdA. Il prossimo esercizio dovrà per forza essere migliore ma per migliorarlo è necessario correggere tutti gli errori dell’ultima stagione. Errori di campo e soprattutto extra campo, dove l’ultima strategia è stata alterata

COMUNICAZIONE AZIENDALE – “Il Consiglio di Amministrazione di F.C. Internazionale Milano S.p.A. ha approvato il bilancio consolidato dell’esercizio finanziario 2021/2022”. Inizia così il comunicato (vedi versione completa) – datato mercoledì 28 settembre 2022 – dell’Inter, che dà alcuni attesi e importanti aggiornamenti sulla sua situazione economico-sportiva aggiornata. Più economico-finanziaria che tecnico-sportiva, a dire il vero. Ai tifosi, infatti, non interessano molto i numeri. Né quelli positivi né tantomeno quelli negativi. Anzi, ai tifosi oggi interessano solo i fatti più che le parole. Il secondo posto in Serie A è un fatto ma non è un fatto di cui andare fieri, perché si traduce come “Scudetto non vinto”. Lo stesso vale per il passaggio del turno in Champions League, dato che un’eliminazione agli ottavi di finale (anziché alla fase ai gironi…) non può essere festeggiata come trionfo. Concetto pure banale. E pertanto appurato. Forse…

I due grandi obiettivi nerazzurri in ottica giugno 2023

STRATEGIA ALTERATA – Forse è facile da capire. Eppure tocca sempre constastare che ci sia pure un’altra prospettiva da cui guardare le cose in casa Inter. Ed è quella prospettiva che fa più paura ai tifosi. E forse un po’ anche a management e squadra. Per intenderci, non è un risultato da festeggiare la cessione di un giovane talento che genera plusvalenza. O l’addio di un top player a parametro zero per scadenza di contratto che fa risparmiare un rinnovo e allo stesso tempo riduce il monte ingaggi. Figuriamoci la cessione di un titolarissimo a prezzo di saldo! E così via. Ci sta, sia chiaro. Lo si accetta pure, ormai. E stop. Non è l’unica strada percorribile per l’Inter, però. Anzi, è sempre l’ultima da prendere (soprattutto se non paga e alla fine porta a un vicolo cieco…). Anche perché il comunicato odierno si chiude con una frase chiara e inequivocabile: “Rimangono saldi i due obiettivi primari del Club: il mantenimento della competitività della squadra ai più alti livelli in ogni manifestazione e il rafforzamento della propria posizione finanziaria”. Ma come?

Obiettivi e strategia: i rischi per l’Inter oggi

IN CAMPO… – Il primo obiettivo, ovvero la competitività della squadra ai più alti livelli, si può ottenere solo pianificando bene nel tempo. I migliori restano. Quindi prolungano e diventano zoccolo duro per il gruppo-squadra che verrà. I peggiori vengono salutati e sostituiti da giovani e/o occasioni di mercato. Nessuno pretende operazioni complicate e impossibili in tempi così difficili. Proprio per questo motivo non è accettabile lasciarsi scappare altri colpi a parametro zero. Ed è ancora meno accettabile ipotizzare una cessione dolorosa a gennaio. La credibilità della “competitività” ricercata dall’Inter passa anche dal rinnovo di Milan Skriniar, che non può e non deve diventare mai una telenovela. Il triste teatrino estivo ha già superato la soglia di sopportazione. Il discorso, anche a livello di tempistiche, è più o meno simile a quello che riguarda Simone Inzaghi (vedi editoriale). O dentro o fuori. Vale per Skriniar, vale per Stefan de Vrij ma nel suo caso la principale preoccupazione in casa Inter riguarda l’erede. Che non può essere l’acquisto a titolo definitivo del “vice” Francesco Acerbi, ovvio. E vale per tutti gli asset tecnici a rischio. A partire da Romelu Lukaku, in prestito annuale ma senza alcuna garanzia.

La correzione degli errori interisti tra campo e ufficio

… E FUORI – Il secondo obiettivo, cioè il rafforzamento della propria posizione finanziaria, è possibile solo ottimizzando tutte le area aziendali. Dagli asset non tecnici (lo stadio di proprietà, ndr) agli sponsor (paganti, possibilmente…). E più che il viavai di calciatori, sarebbe interessante iniziare a investire con prospettive di medio-lungo termine. Stop alle operazioni “mordi e fuggi”, che spesso necessitano di spese extra (vedi buonuscita). Rafforzare la posizione finanziaria significa ridurre i costi prima ancora che aumentare i ricavi. Investire 50 laddove tagli 100 anziché investire 10 dopo aver incassato 200. Questo è solo un esempio, nulla più. Così come l’eventuale esonero di Inzaghi sarebbe un investimento a perdere, in quanto peggiorativo a priori, lo stesso vale per il mercato di gennaio improvvisato stile 2022. Il 2023 è alle porte e l’Inter non può permettersi altri passi falsi in campo e fuori: i due obiettivi aziendali sono stati ribaditi pubblicamente. Ora serve una strategia chiara e condivisa per raggiungerli. Davvero, però.

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