Editoriali

L’Inter ha riunito due fratelli di sangue. Col Barcellona la resa dei conti

L’Inter sceglie la notte gelida di Praga per mostrare la sua veste europea più pregiata. Lukaku e Lautaro Martinez fanno la voce grossa, regalando a Conte la possibilità di giocarsi il tutto per tutto contro un Barcellona già qualificato. 

PROFESSORI DEL GOL – Come i famosi gemelli Derrick nel cartone animato di Holly e Benji. Con l’unica differenza che i due fratellini dell’Inter non hanno ancora imparato a fare la “Catapulta infernale”. Ma ancora per poco. Romelu Lukaku e Lautaro Martinez sono i corazzieri di una squadra animalesca, nel corpo e nello spirito. La vittoria contro lo Slavia Praga è un sunto dei primi quattro mesi di Antonio Conte in nerazzurro: si soffre, ci si abbassa, si crea, si colpisce, si esulta. Un mantra semplice, da recitare a cantilena, che porta una duplice firma in calce. Il doppio centravanti funziona, eccome se funziona, e torna in auge in un panorama tattico europeo che sembra finalmente aver messo da parte il falso nueve. Il belga e l’argentino si muovono a incastro, ricordando i fasti di antiche coppie d’attacco all’alba del nuovo millennio. I duetti dei “Calypso Boys” del Manchester United, Andy Cole e Dwight Yorke, fanno ancora scuola su YouTube. Da ieri sera probabilmente avremo dei video a risoluzione più alta, con un gigante belga e un ‘Toro’ sudamericano a campeggiare sulle copertine dei manuali di tattica.

FRATELLI DI SANGUE – Praga è teatro della vittoria sofferta di un’Inter quadrupede. Stringe e incassa i pugni al centro dello stomaco, sfruttando le ruote motrici della difesa a tre per aizzare e affilare i due arpioni di prua. È la vittoria di Conte, intorpidito neanche a pensarci dal freddo pungente dell’Est. È una vittoria da dedicare a chi aveva già fantasticato su uscite strategiche dall’Europa. L’Inter, invece, rilancia assicurandosi un turno europeo a febbraio, qualunque strada decida di intraprendere la resa dei conti con il Barcellona (sarà ancora Champions League o Europa League?). Perché i gemelli del gol ora fanno davvero paura e scomodano paragoni illustri, oltre agli ologrammi mai dimenticati di chi, in nerazzurro, quella coppa l’ha davvero toccata con mano. Lautaro pareva aspettasse soltanto l’addio di Mauro Icardi, e un compagno di merende adatto, per esplodere come una nana bianca. Lukaku ha dimostrato di possedere un cuore di tecnica sopraffina, sotto lo strato spigoloso di un cingolato da guerra. L’ex United spazza via critiche e dubbi con un colpo di trivela delizioso che il ‘Toro’ gira ferocemente in porta. Ma la partita dei due attaccanti non può essere ridotta alle giocate dei gol, per quanto riassumano precisamente il nucleo sincero della loro intesa. Si tengono per mano dopo ogni segnatura, esultano come fossero amici da una vita. Ciccio Graziani, qualche giorno fa, implorava di non chiamarli gemelli del gol, ma di conceder loro un grado di parentela minore. All’Eden Arena, Lautaro e Lukaku hanno mostrato che il gruppo sanguigno delle loro arterie è quantomeno compatibile.

LUCE INTERNAZIONALE – Il fiume carsico delle emozioni di Praga rimanda la mente a Kiev, Anno Domini 2009, per un match che costò più di qualche capello bianco ai tifosi interisti. Una decade dopo quell’impresa titanica, l’Inter si è regalata nuovamente la possibilità di incrociare il destino al prossimo scalo. C’è di nuovo il Barcellona come ostacolo minaccioso e gravido di ricordi. I blaugrana torneranno a Milano da qualificati e l’Inter avrà il supporto dei suoi 80 mila tifosi per cercare l’impresa. Lionel Messi, Luis Suarez e Antoine Griezmann contro il Borussia Dortmund hanno illuminato la scena in contemporanea coi duetti di Lautaro e Lukaku. La resa dei conti potrebbe spalancare all’Inter le porte di un Olimpo insperate. Ora chiudete le valigie, si torna a San Siro col petto in fuori. Ma il Barcellona e la Champions dovranno attendere. Domenica c’è già la SPAL in Serie A e chi si guarda indietro è perduto.

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