Inter fuori sincro e rap-inata dalla Boateng band. Spalletti senza la spizzata

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20 agosto 2018, 12:00
Icardi Boateng

Nel debutto stagionale l’Inter fa i conti con il ritmo dezerbiano scandito da Boateng, che guida il giovane Sassuolo a una vittoria di misura e non senza polemiche arbitrali. A Spalletti è mancato il guizzo vincente, oltre ai titolarissimi

AL GIRO DEL BOA – Ha preso il via un campionato di Serie A ricco di spunti e di motivi di interesse come non accadeva da anni, o quasi decenni. E l’Inter vi si è affacciata nel modo peggiore, andando a sbattere contro un avversario che, nella migliore tradizione delle cosiddette “piccole” del campionato italiano, non vede l’ora di farsi bello con una grande. Sul prato malmesso del Sassuolo è stato chiaro dai primissimi minuti che l’Inter non sarebbe andata incontro alle carezze dell’International Champions Cup. Forse si pensava di aver di fronte la squadra coi numeri (e col Domenico Berardi) del campionato scorso, invece gli emiliani prendono da subito ad affettare il panettone meneghino a ritmo del rap insolente del loro nuovo front-man, il tatuato di ritorno, velina-munito, Kevin Prince Boateng. Confusione a centrocampo e mollezza diffusa contro incursioni a ripetizione che trovano un Dalbert spaesato e un Joao Miranda svagato. E quando il brasiliano tira appena la maglia al folletto Federico Di Francesco, proprio sotto il naso di un arbitro che non ci pensa mezza volta a fischiare con granitica sicurezza NO-VAR, arriva il rigore che rimane macigno fino al 90′ su di un’Inter che comincia a giocare solo nella ripresa. Dentro il non pronto Ivan Perisic per Dalbert, meno confusione e più veemenza ma il Sassuolo dezerbiano resiste, promettendo di dar fastidio a tutti fino alla 39esima… Della bella Inter agostana quasi nulla. Lautaro Martinez rimandato, Mauro Icardi isolato, Matias Vecino e Danilo D’Ambrosio lontani dal minacciare la futura titolarità di Radja Nainggolan e Sime Vrsaljko, e Luciano Spalletti costretto a sciabolare piccato contro gli opinionisti puntuti del doponovantesimo, che si sa, quando c’è da masticare il boccone Inter, non si fanno pregare. Ma la storia del primo turno di A (al netto di posticipi e recuperi) dice che le grandi vincono con la spizzata, la giocata isolata, il gollettino stiracchiato e il rigorino non VAR-ato. E che l’Inter invece doveva sudarsela e nemmeno è bastato, quindi benvenuta settimana di passione e riflessione, in attesa dei titolarissimi, che a quanto s’è capito, sono pure preziosissimi.







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