Inter-Fiorentina e il folle paradosso della compensazione

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30 settembre 2018, 18:11

Le polemiche al termine di Inter-Fiorentina sono durate tutta la settimana, il polverone sollevato da Stefano Pioli, Giancarlo Antognoni e Mario Cognigni ha scaturito fiumi d’inchiostro e parole al vento su una Fiorentina penalizzata dal VAR e un’Inter aiutata

DISTORSIONE DEI FATTI – Le polemiche arbitrali provenienti dalla Fiorentina e indirizzate all’Inter negli ultimi cinque giorni sono state un qualcosa di tragicomico: giornali e social hanno cavalcato l’onda facendo passare per “derubata” una squadra che invece, analizzando con onestà intellettuale gli episodi, risulta addirittura favorita da quell’arbitraggio. Il rigore assegnato all’Inter è netto, la palla proveniente dal cross di Antonio Candreva viene toccata da Vitor Hugo, cambia direzione e anziché terminare al limite dell’area per l’accorrente Matias Vecino va a morire nell’area piccola con German Pezzella che spazza via. Poco importa se il tocco sia impercettibile, di polpastrello, di palmo della mano, fallo di mano resta. Sarebbe curioso sapere perché nessuno, nè in casa Fiorentina nè sui giornali, abbia sollevato la questione di un altro rigore che poteva essere assegnato all’Inter per fallo su Danilo D’Ambrosio che viene toccato sul tallone e cade in area. Su Candreva fermato in posizione regolare e che tutto solo poteva servire Mauro Icardi tutti zitti, si è parlato solo di un Kwadwo Asamoah da espellere. Decisione che poteva starci per il calcione su Federico Chiesa che gli sposta la palla, peccato che nessuno si sia curato di segnalare che l’azione del cartellino giallo per manata sullo stesso Chiesa sia viziata sia da fuorigioco che da reciproche sbracciate con Chiesa. Si è infine fatto passare il concetto di rigore negato alla Fiorentina quando in realtà è Chiesa che va a sbattere su Matteo Politano lasciandosi cadere e rischiando per la seconda volta una seconda ammonizione per simulazione che lo avrebbe condotto dritto negli spogliatoi.

MISSIONE COMPIUTA – Il risultato di una simile distorsione dei fatti è presto spiegato: l’Inter passa per la squadra che si lamenta e viene accontentata dagli arbitri per un “rigorino”, gli altri (in questo caso la Fiorentina) ottengono un rigore inesistente, su cui il VAR tace o viene ignorato, per compensare i presunti torti subiti. Se poi l’ex allenatore dell’Inter Stefano Pioli polemizza a San Siro e minimizza di fronte a una palese simulazione elogiando Chiesa, siamo al ridicolo. Siamo nel campionato italiano. Qualcuno, che in terra inglese oggi non sta vivendo un momento calcisticamente troppo felice, direbbe “prostituzione intellettuale”.

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