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Inter e Juventus, Inzaghi e Allegri: quante difficoltà! Due crisi sotto analisi

L’Inter di Simone Inzaghi e la Juventus di Massimiliano Allegri sono due squadre entrambe in difficoltà. I nerazzurri hanno problemi di mentalità e organizzazione difensiva, mentre nelle fila bianconere a mancare pare una precisa idea tattica. Punti in comune e di contrasto nella crisi tra le due squadre.

TANTO NERO TRA MILANO E TORINO – In questo avvio di Serie A, ci sono squadre che stanno stupendo in positivo. Ad esempio, l’Udinese di Andrea Sottil è una di queste, ma anche l’Atalanta di Gasperini – che esentata quest’anno dall’impegno europeo – sta stupendo per gioco e risultati. Poi però ci sono squadre che sono in ritardo. Tra queste Inter e Juventus. Fa specie vedere due big del calcio italiano essere così in difficoltà in questo avvio di campionato. Eppure, le due compagini occupano rispettivamente la settima e l’ottava posizione in campionato. Ovviamente a preoccupare non è l’attuale piazzamento, bensì problemi più profondi e radicati che i due allenatori dovranno necessariamente risolvere.

I PROBLEMI DI INTER E JUVENTUS: TATTICA, CONDIZIONE MENTALE E ALLENATORE

TATTICA – L’analisi parte parlando dell’aspetto tattico. Per quanto riguarda i nerazzurri, il problema sembra essere principalmente nel reparto difensivo. L’impianto di gioco, ovvero il 3-5-2 ormai in uso da 4 anni, è rimasto intatto. A preoccupare sono i numeri difensivi: il reparto si sgretola alla minima difficoltà e commette leggerezze inaccettabili. Inoltre, pesa la mancanza di chiarezza tra i pali, dove Andrè Onana ha dimostrato di dare più sicurezza di un Samir Handanovic ormai sul viale del tramonto. Inzaghi dovrà quindi decidere quale strada intraprendere: se abbassare il baricentro per aiutare la difesa, oppure continuare con il suo credo e attendere la ripresa naturale dei meccanismi difensivi soliti.

A Torino, invece, ci sono problemi di modulo e uomini. Allegri ha cambiato più volte schieramento in queste prime partite. Prima 4-4-2, poi 4-3-3, 4-2-3-1 e addirittura il 3-5-2 utilizzato nel match di Champions League contro il Benfica. Ciascun modulo può esaltare le qualità dei giocatori ma oscurare quelle di altri. E soprattutto, visti i rientri futuri di Federico Chiesa e Paul Pogba, non avere un’identità tattica chiara può essere un problema. Sta ad Allegri stabilire un modulo fisso, che possa poi accogliere i due sopracitati senza stravolgerne il ruolo.

CONDIZIONE MENTALE – Su questo aspetto la situazione è preoccupante sia a Milano che a Torino. L’Inter è nervosa, come testimonia il linguaggio del corpo dei giocatori. Soprattutto di quelli che dovrebbero essere i leader, come Barella – spesso arrabbiato – e Brozovic, indolente e sbracciante come in passato. La Juventus, invece, è intimorita. Basti pensare alla partita contro il Benfica, terminata per 1-2. I bianconeri erano partiti forte con il gol di Milik, ma con il passare dei minuti hanno lasciato il dominio del gioco ai portoghesi. Dopo il vantaggio degli ospiti poi la Vecchia Signora si è sciolta come neve al sole. Solo un ottimo Perin ha permesso alla Juventus di evitare altri gol. La sosta sarà importante per entrambe le squadre per ricaricare le energie nervose e ripartire in campionato e in Champions League, competizione nella quale entrambe si giocheranno il passaggio del turno nei prossimi match.

ALLENATORESimone Inzaghi da una parte, Massimiliano Allegri dall’altra. Due allenatori diversissimi, ma entrambi in difficoltà in questo momento. Il tecnico piacentino manca di lucidità. I due cambi effettuati dopo soli 30 minuti nella partita contro l’Udinese sono testimonianza dello stato confusionale in cui attualmente vive l’ex allenatore della Lazio. Per diventare un top, Inzaghi deve sicuramente lavorare sulla comunicazione con i giocatori. Non solo quella legata ai discorsi fatti in spogliatoio, ma anche nel riuscire a far percepire la fiducia a tutti i componenti della rosa. Ad esempio non effettuando sostituzioni solo perché un giocatore rischia di essere espulso per somma di ammonizioni. Il tecnico sa di essere in difficoltà e ai microfoni ha più volte affermato di essere lui il primo responsabile(qui le dichiarazioni post Udinese-Inter).

Allegri, invece, non sembra così preoccupato delle prestazioni della sua squadra. L’allenatore livornese predica calma, ma nel frattempo dovrebbe lavorare per dare un gioco ben definito ai suoi. La Juventus non ha un’identità di gioco, e i giocatori non sembrano essere consapevoli di quanto dovrebbero fare in campo. Certo, mancano alcune pedine fondamentali, ma l’assenza totale di gioco è preoccupante.

SCONTRO FRONTALE – Il 6 novembre si giocherà Juventus-Inter all’Allianz Stadium. In quell’occasione si potrà capire quale delle due squadre sarà uscita dalla crisi: se la nervosa Inter di Inzaghi o la dormiente Juve di Allegri. Il tempo scorre, la stagione avanza e il momento di svoltare è ora.

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