Inter di Mancini senza italiani anche nel 2018. Salvini: “Prima gli italiani”

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7 settembre 2018, 17:26
mancini applaude

Può esistere un’Inter con o senza italiani, ma non può esistere un’Italia senza polemiche sull’Inter. E in questo caso sul suo ex tecnico, che adesso è diventato CT della Nazionale di Calcio: Mancini e i giocatori italiani dell’Inter, una storia infinita. E torna “utile” Salvini

INTER DI MANCINI – Francesco Toldo, Alberto Fontana, Paolo Orlandoni, Tommaso Berni, Marco Materazzi, Andrea Ranocchia, Marco Andreolli, Danilo D’Ambrosio, Giuseppe Favalli, Davide Santon, Francesco Coco, Fabio Grosso, Giovanni Pasquale, Cristiano Zanetti, Mario Balotelli, Eder, Daniel Osvaldo e Christian Vieri. Questi sono solo alcuni dei nomi dei calciatori italiani allenati e utilizzati da Roberto Mancini nel suo doppio periodo sulla panchina dell’Inter (dal 2004 al 2008 prima e dal 2014 al 2016 dopo), senza contare tutti i primavera azzurri fatti debuttare in maglia nerazzurra. Ai tempi si è sempre parlato di un’Inter troppo straniera, quando il monopolio italiano (e non solo quello…) era in mano altrui e si poteva fare ben poco, come ad esempio investire sul Settore Giovanile – dove l’Inter regna da anni anche grazie ai talenti italiani – e cercare il colpo futuribile dalla provincia. Adesso la situazione è cambiata, in peggio per l’Italia e in particolar modo per la Nazionale Italiana, ma l’Inter c’entra zero, anzi. E Mancini non può farci nulla, anche se dopo aver detto una cosa sacrosanta («Giocano pochi italiani ed è un problema», ndr), adesso tutti lo stanno attaccando per il suo passato più nero che azzurro all’Inter («Mancini all’Inter non faceva giocare italiani, doveva pensarci prima», ndr), per ultimo il Direttore Sportivo del Torino, Gianluca Petrachi (QUI le sue dichiarazioni sull’Inter di Mancini). Situazione paradossale in cui l’Inter fa da attrice non protagonista, almeno in teoria.

INTER DEL 2018 – Oltre a Berni, Ranocchia e D’Ambrosio, oggi Daniele Padelli, Raffaele Di Gennaro, Roberto Gagliardini, Antonio Candreva e Matteo Politano completano il gruppo di calciatori italiani presenti nella rosa dell’Inter, attualmente allenata dall’italianissimo Luciano Spalletti, che non sarà un CT (almeno per ora…), ma sa come usare gli italiani a disposizione. E appare subito evidente un concetto: l’Inter ha tanti – addirittura troppi in un certo senso! – italiani in rosa, ma la qualità non è eccelsa e ancora una volta non per colpa dell’Inter: in Italia non esistono più calciatori di talento e, se non sono già scappati all’estero, chi li ha se li tiene stretti. Però nessuno, oggi, fa notare che le altre squadre spesso scendono in campo con un undici titolare interamente straniero, mentre l’Inter in genere si “difende” con D’Ambrosio ovunque, senza dimenticare Gagliardini (unico interista convocato da Mancini in questa sosta) e l’ottimo Politano (QUI il focus polemico dedicato alla sua mancata convocazione). L’Italia, come noto, è il Paese delle polemiche sterili, ma l’Italia calcistica – tra una pausa e l’altra dalle leggende su Cristiano Ronaldo – riesce a essere addirittura la regina assoluta in questo campo. I veri problemi sono altri: non gli italiani non schierati da Mancini ai tempi dell’Inter, bensì gli italiani non schierabili ora perché scarsi. E allora, forse, anche nel calcio ci meritiamo lo slogan propagandistico di Matteo Salvini: «Prima gli italiani». Anche scarsi, purché qualcuno li faccia giocare. Non come fece Mancini all’Inter, ovviamente.







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